maestro Amedeo Del Giudice

Una fotografia di Amedeo Del Giudice elaborata graficamente da Leonardo Basile

Napoletano, classe 1948, Amedeo Del Giudice mostra una viscerale passione per l’arte sin dall’infanzia. Nel 1967 conseguì il diploma di maestro d’art , sezione ceramica , presso il locale Istituto d’Arte frequentando successivamente l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Abilitato all’insegnamento di disegno e storia dell’arte è stato docente di disegno dal vero e di educazione visiva presso il Liceo Artistico Statale di Benevento.
In occasione di una edizione del Premio “Marina di Ravenna” conobbe il pittore Domenico Purificato che lo ha seguito per lungo tempo presentandolo, anche in catalogo. Nel ‘73 fissò la sua sede e lo studio a Telese Terme dove vive ed opera. Nell’ottanta ha realizzato per la cattedrale di Cerreto Sannita la “Via Crucis”. Successivamente ebbe l’incarico di Preside del Liceo artistico di Busto Arsizio. Gli anni novanta sono stati per lui quelli delle grandi opere, da “ la scultura dell’angelo” sul campanile della Basilica di San Giorgio di Venezia. Agli inizi del terzo millennio è stato impegnato a Corigliano Calabro in interventi di sculture ed allestimenti nel castello della famiglia Campagna, successivamente di proprietà del Comune.  Il critico storico Lello Spinelli,  figlio dell’intellettuale Gino Spinelli de’Santelena, con la giornalista Anna Sciacovelli ed il pittore- scenografo Massimo Nardi seguono il suo interessante percorso artistico.

"Le figure del maestro campano Amedeo Del Giudice della cui produzione vado interessandomi sono animate da un ottimo impeto costruttivo (inquadrature rigide, decise dentro una luce irreale che sommuove la figura) e da una altrettanto sensuale,quasi plastica, intensità cromatica (un rosso che stravolge e ferisce le apparenze, un bianco che eccita e drammatizza i contrasti di tono e di timbro).

Un colore in epidermide, a dirla tutta, che assiema nel fruitore sollecitazioni esterne e commozione interiore anche allorquando il suo ego si accampa sulla quotidianità." -

Lello Sinelli , storico e critico dell'arte in Bari


La sua opera documenta “una costante presenza dialettica anche nelle tematiche sociali” (Lello Spinelli) ; “sembra nascere da una profonda conoscenza dei registri emozionali della natura umana” (Giuliana Schiavone) e “inventa situazioni figurali che vanno al di là del political correct” (Sergio Munno). Infine “dal punto di vista formale ciò che maggiormente colpisce è una tecnica raffinata, curata fino al dettaglio” (Antonio Martone) “che fa emergere le figure attraverso deboli luci che le lasciano in penombra, conferendo loro un alto valore estetico con il segno scuro ma leggero della grafite abilmente tracciato”(Raffaello Paiella).

 

Paricolari di quattro opere in esposizione a "Donne, sante, modelle e altro "