Santo Spirito nella Storia di Bitonto

 

Nel verbale della seduta monotematica del 10 Settembre 1916 del Consiglio Comunale di Bitonto in cui venee approvato una 'mozione di protesta' al Governo del Re per le sopraffazioni esercitate dalla Prefettura di Bari in danno del Consiglio stesso, si legge - nella relazione dell'Assessore Emanuele Morea a corredo dell'atto - di una curiosa vicenda che vide Santo Spirito, allora frazione del Comune di Bitonto, uno degli elementi della (accesa) diatriba.

 

Leggiamone uno stralcio:

Copertina dell'Atto"L'Assessore Sig. Morea Avv. Emanuele a nome dell'Amministrazione, ottenuta la parola, legge la seguente relazione:

Signori Consiglieri,
Chiamati dalla volontà di questo popolo nell'ottobre del 1914 a reggere l'Amministrazione della finanza Comunale, accettammo il duro incarico, consci dei sacrifici e del non indifferente lavoro cui si andava incontro. Ben presto assodammo la effettiva e triste realtà delle condizioni materiali e morali in cui si trovava questa pubblica azienda: man mano abbiamo cercato con ogni sforzo superiore alle nostre forze ed energie affrontare la difficile soluzione dei diversi problemi o da soli o con l'aiuto di persone competenti; nella maggior parte dei casi ci siamo riusciti, in altri, e ben pochi sventuratamente non ancora. Innegabili senza dubbio la rigenerazione morale ed il riordinamento di tutti i servizi pubblici da noi compiuti, quanto e quant'altro potevamo e possiamo tutt'ora fare, se più che ostacoli avessimo pur troppo trovato nella così detta Autorità Tutoria, aiuto, protezione, incoraggiamento!

Perchè la vostra opera accompagnata dalla tenace volontà di migliorare sempre più la finanza Comunale una delle condizioni tristi di questo popolo e morali e materiali, non corra il rischio di restare infruttuosa o repressa dagli arbitri e dalle sopraffazioni della Prefettura di Bari, la Giunta Comunale mi ha incaricato prima di passare alla escogitazione di eventuali provvedimenti, di esporvi brevemente alcuni fatti e di presentarvi alcune considerazioni, riflettenti i rapporti interceduti per affari d'ufficio tra questo Comune e la menzionata Prefettura, dai quali fatti e dalle quali considerazioni risulterà palese e manifesto il proposito di quell'ufficio superiore di intralciare e minare la vita di questa pubblica azienda, con il discapito dei propri Amministratori.

E cominciamo la non breve storia:

I.-
Il Sig. L. Stellacci, impiegato postale a Bari e persona molto conosciuta e stimata in S.Spirito, fu nominato Vice Sindaco del Villaggio (Santo Spirito , n.d.r.) in sostituzione del Prof. Melfi del ginnasio di Bari. Ben tosto il Prefetto Pesce fece vive pressioni presso questa Amministrazione per ottenere le dimissioni dello Stellacci, adducendo il futile pretesto che lo Stellacci, domiciliato a Bari, non poteva assolvere il mandato affidatogli. Questa Amministrazione dimostrò : che il domicilio dello Stellacci era S.Spirito e non Bari; che a Bari, egli si recava poche volte nelle ore pomeridiane; che, infine in assenza dello Stellacci c'era sul luogo l'incaricato dello Stato Civile quale Dott. Traversa . Ma queste ragioni e la considerazione che il Melfi, mentre era Vice Sindaco, si recava similmente tutti i giorni a Bari, non fecero recedere dal suo proposito il Prefetto, il quale era indotto a pretendere ciò dal fatto che il Prof. Melfi, l'aspirante e premette Vice Sindaco, aveva presentato a lui ricorso.

E il Prefetto dà tanto peso a qual ricorso che non tiene conto dei voti espressi nel Comizio tenuto in Santo Spirito pro-Stellacci né tiene conto del telegramma inviatogli da quella popolazione, perchè avesse lasciato a capo del Villaggio lo stesso, il quale amava e stimava come giovane serio e tranquillo.

Il Comm. Pesce non cede, anzi approfitta di un incidente molto vivace avvenuto tra lo Stellacci ed il Melfi, nella stazione di Bari per scrivere una riservata al Sindaco colla quale gli ingiungeva di far dimettere il detto funzionario da Vice Sindaco di S.Spirito. E lo Stellacci ossequiente si dimise!
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(...)

DELIBERA

1) Deplorare vivamente la condotta tenuta dalla prefettura di Bari verso questa Rappresentanza Comunale nell'adottare i provvedimenti inerenti agli atti amministrativi specificati nella relazione.

2) Protestare presso il Governo del Re, affinché sia per l'avvenire assicurato il libero e regolare funzionamento della vita di questo Comune, così come degli altri nelle mani dei socialisti, con l'attuazione di seri ed energici provvedimenti contro chi di ragione, a seguito dell'espletamento di una severa inchiesta sui rapporti interceduti tra la stessa Prefettura e le Amministrazioni Comunali Socialiste, tendente ad assodare da quale parte si sia finora cercato di deviare dalla legalità e correttezza.

3) Confermare la massima fiducia nell'attuale Civica Amministrazione che malgrado le sopraffazioni e gli arbitri dell'Autorità Superiore, gode la stima e la simpatia dell'intera cittadinanza.

Il Consigliere Sig. Sgaramella, a nome della Federazione del Lavoro, di cui è Presidente, nonchè di tutte le associazioni che ad essa fanno capo, si associa all'ordine del giorno del Consigliere Sig. Mangini e propone altresì la pubblicazione del presente verbale e l'invio di esso alle redazioni dei più importanti giornali, a tutti i Ministri, agli uomini politici più autorevoli, nonché ai Comuni più importanti della Provincia.

Il Presidente mette a partito l'ordine del giorno del Consigliere Sig. Mangini e la proposta del Consigliere Sgaramella: l'uno e l'altra sono approvati per acclamazione dall'intero Consiglio."