Organizzata da Antea con la direzione di Antonella Balestrazzi, il patrocinio di Provincia di Parma, la collaborazione di Galleria Continua e il sostegno di Gruppo Spaggiari Parma s.p.a., Agenzia CFC – Reale Mutua – Parma. La mostra ed il catalogo (edito da Gruppo Spaggiari) sono a cura di Didi Bozzini.
La
Reggia di Colorno (Parma) propone un raffinato
racconto in bianco e nero di Serse. Sono “paesaggi
dell’anima” quelli che l’artista triestino propone
in questa mostra. Offrendo un percorso attraverso
quei paesaggi, dalla natura incontaminata fino
all’architettura che li abita e ne interpreta il
senso.
“I disegni di Serse – scrive il curatore – non sono gli esercizi di un virtuoso iperrealista, ma le pagine di un racconto. Da leggere, da “ascoltare con gli occhi”, come se fossero i fogli del diario di un calligrafo. Oppure, le annotazioni minuziose di una fenomenologia dello sguardo. O ancora, i versi di un poema romanticamente ispirato alla sublimità della natura. Una scrittura di pietra, di luce e d’acqua, che parla della mente, dell’occhio e della mano. Un racconto con una sola voce narrante, diversi scenari e più strati di significato”.
“La superficie monocroma è invariabilmente in bianco
e nero. Screziata dalla vibrazione delle tonalità di
grigio che il chiaroscuro genera tra il bagliore e
la tenebra, in un’apparente assenza di colore. Solo
apparente, perché in realtà quelle nuances di perla
o d’antracite sono veri e propri colori, i colori
del pensiero. Cioè le sfumature della riflessione
con cui l’artista tramuta le cose prima in idee e
poi in figure. Perché, come ricordava Annibale Carracci, “disegnare è pensare con le mani”.
“Lo strumento di lavoro privilegiato, pressoché
unico, è la matita di grafite. Prolungamento
minerale della mano, che deposita sul foglio bianco
le tracce della propria fatica. I sedimenti di un
tempo lungo, meditativo, in cui il fare assume la
forma di una liturgia laica. Ripetuta all’infinito,
fino all’incantesimo. Fino all’apparizione di
un’immagine della realtà, che sembra una fotografia,
ma è un disegno. Il disegno di una fotografia”.
Dice Serse: ”Sono attratto dalla sublimità della
natura, dalla smisuratezza che la distingue e che ci
attraversa lasciando in noi indelebili i segni della
sua grandezza.
I paesaggi che disegno non rinviano ad alcunché di
esterno, ma a quella “immensità interiore” così cara
alla poetica romantica. Sono dunque paesaggi
dell’anima.”
Serse è nato a San Polo di Piave nel 1952, vive e
lavora a Trieste. Il fulcro della sua pratica
artistica è il disegno a grafite su carta. Dalla
grafite di Serse nasce una delle più intense
rivisitazioni del tema-paesaggio nell’arte
contemporanea: mari, superfici acquatiche, riflessi
vegetali sull’acqua, cieli nuvolosi, alte montagne,
boschi innevati e spazi naturali privi di figure
umane e trasformati da luce e ombra. Per Serse, la
tecnica della grafite “consente sia di compiere il
gesto tautologico del disegno, sia di realizzare
un’opera che non mente sulla sua natura di puro
disegno”.
Una selezione delle sue mostre personali più recenti
include: “Ondes Tracées” (Galleria Continua, Parigi,
2022); “Qui tutto è aperto. Fogli d’Acqua” (St Regis,
Galleria Continua, Roma, 2020); “Water Veils” (Modern
Studio, Shanghai); “Serse” (Museo Tan Guobin,
Changsha, 2017); “Aquí todo está abierto. Nada es
cercano, nada es lejano” (Museo Nacional De Bellas
Artes, L’Avana, 2017); “Paysage Analogue dessins
1994-2014”, Musée d’Art Moderne et Contemporain de
Saint Étienne, 2014); “Serse – Koh-i-noor” (Museo
d’Arte Moderna e Contemporanea, Rimini, 2012);
“Geometriche dissolvenze” (Ex Pescheria, Trieste,
2010)
Serse - Bianchi e Neri
22 Aprile 2023 - 11 Giugno 2023
Reggia di Colorno
Mostra a cura di Didi Bozzini
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo s.a.s. - Ufficio
Stampa e P.R.
https://studioesseci.net/mostre/serse-bianchi-e-neri/