Mostra collettiva, a cura di
Silvia Franceschi, fino al 16 aprile 2026 presso
Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, incentrata sul libro d’artista, al quale tuttavia ogni partecipante accosta anche lavori di altro tipo. Partecipano gli artisti:
Alessandra Angelini, Alberto Casiraghy, Silvia De Marchi, Bruna Ginammi, Serena Giorgi|Giulio Perfetti, Anna Giuntini, Mimmo Iacopino, Angelo Jelmini, Giusi Loisi, Giuseppina Maurizi, Andrea Meregalli, Marta Nijhuis, René Pascal, Mauro Pipani, Alfredo Rapetti Mogol, Paola Ricci.
È inizio estate
2021 quando Silvia Franceschi, founder di Spazio Blue Train
e Serena Giorgi di The Kitchen art gallery si incontrano
fortuitamente per la prima volta dal corniciaio di zona dietro al
Naviglio Martesana. La prima, avvocato di formazione da sempre
appassionata d'arte, ha già organizzato e curato mostre, e,
approfittando di una tregua della pandemia, sta organizzando una
collettiva nel suo spazio privato sulla Martesana. L'artista
Serena Giorgi ha da poco
aperto The Kitchen art gallery, in pieno Covid, con la doppia missione
di luogo del fare e per esporre arte. L'intesa tra le due è immediata.
Da allora hanno sempre collaborato nell'organizzazione di mostre che
intendono soprattutto come espressione del loro sentire e dei loro
valori. Destinatario sconosciuto A cura di: Silvia Franceschi Domenica 22 marzo, dalle
ore 15:00 alle 20:00, in occasione della mostra collettiva DESTINATARIO
SCONOSCIUTO, Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery organizzano un evento
speciale MESSAGGIO A UN DESTINATARIO SCONOSCIUTO, interamente dedicato alla
partecipazione del pubblico.
Spazio Blue Train e The
Kitchen art gallery, due spazi di Milano in zona
Gorla - Naviglio Martesana, presentano fino al 16
aprile 2026 nella loro consueta modalità ‘una
mostra, due spazi’ Destinatario sconosciuto, mostra
collettiva, a cura di Silvia Franceschi, incentrata
sul libro d’artista, al quale tuttavia ogni
partecipante accosta anche lavori di altro tipo.
Discostandosi dalla forma tradizionale del libro e
coniugando arte visuale e uso della parola, il libro
d’artista appare una delle forme più pure di libertà
di espressione, in linea con una visione dell’arte
come spazio aperto e luogo di transito.
Non a caso il titolo della mostra è anche quello del
libro del 1938 dell’autrice statunitense Kressmann
Taylor, che tocca il tema della censura raccontando
lo scambio epistolare tra un gallerista d’arte di
San Francisco e il suo ex socio tornato in Germania
agli albori del nazismo. Basato su una storia vera,
il libro ricorda l’importanza di non abbassare la
guardia di fronte a coloro che oggi, anche in
occidente, sferrano attacchi inaccettabili alla
libertà di espressione, di cui il mondo dell’arte
per primo dovrebbe essere il baluardo.
La mostra invita un gruppo di sedici artisti di
diverse generazioni che utilizzano tecniche anche
molto diverse a esprimersi liberamente nel
trasmettere il loro messaggio a un destinatario
sconosciuto. Sconosciuto in quanto, così come il
libro tradizionale è dialogo e narrazione con e per
un pubblico che non si conosce se non in astratto,
allo stesso modo l’arte visuale e il libro d’artista
si rivolgono a un destinatario sconosciuto.
Con questo destinatario il dialogo si fa solo
apparentemente più semplice, perché l’artista che
espone è consapevole che il pubblico può non
apprezzarlo e addirittura denigrarlo. Il suo è
quindi prima di tutto un atto di coraggio, ma anche
di generosità, perché il suo messaggio è a
disposizione del pubblico che sceglie di
accostarvisi. Un messaggio che, nell’arte
contemporanea, è spesso criptico, ma risiede forse
proprio qui la sua forza più dirompente, quella di
stimolare riflessioni, scardinare l’ordine
costituito, immaginare altri mondi possibili e
risvegliare quello spirito critico che nella società
di oggi appare sempre più sopito.
La mostra si dipana in due diversi spazi di Milano,
intimi e pieni di fascino in zona Gorla - Naviglio
Martesana. Due realtà, Spazio Blue Train e The
Kitchen art gallery, che dal 2021 dialogano
organizzando insieme mostre, laboratori ed eventi.
Artisti: Alessandra Angelini, Alberto Casiraghy, Silvia De Marchi, Bruna Ginammi,
Serena Giorgi|Giulio Perfetti, Anna Giuntini, Mimmo Iacopino, Angelo Jelmini,
Giusi Loisi, Giuseppina Maurizi, Andrea Meregalli, Marta Nijhuis, René Pascal,
Mauro Pipani, Alfredo Rapetti Mogol, Paola Ricci.
Luoghi: Spazio Blue Train (Via Fratelli Pozzi, 4 MI) e The Kitchen art gallery
(Via Asiago, 4 MI)
Durata: dal 13 marzo al 16 aprile 2026
Orari fino al 16 aprile 2026:
@ Spazio Blue Train
su appuntamento
@ The Kitchen art gallery
Martedì / venerdì:
a.m. su appuntamento / p.m. 15:30-19:00
Sabato: 10:00-12:30 /p.m. su appt
Contatti e info:
Spazio Blue Train
spaziobluetrain@gmail.com
+ 39 338 2167166
www.instagram.com/spazio_blue_train
The Kitchen
thekitchenartgallery@gmail.com
+39 340 6798402
www.instagram.com/thekitchen_artgallery
Ufficio Stampa
Laura Cometa
press@lauracometa.com | + 39 327 1778443
In linea con una visione dell’arte come spazio di libertà, inclusione e
condivisione, i visitatori saranno chiamati a imbucare una busta contenente un
messaggio indirizzato a un destinatario sconosciuto, utilizzando una buca delle
lettere installata all’interno del giardino dello Spazio Blue Train.
Il destinatario potrà essere reale o immaginario - un amore segreto, se stessi
nel futuro, un abitante di un altro pianeta - ma il messaggio resterà sospeso,
senza mai essere recapitato. Un atto intimo e universale allo stesso tempo, che
apre a molteplici possibilità espressive.
I contributi potranno assumere qualsiasi forma - testo, disegno o altra
espressione visiva - ed essere firmati o anonimi, secondo la preferenza di
ciascun partecipante.
L’iniziativa sarà attiva per tutta la durata della mostra, ma l’appuntamento del
22 marzo rappresenta un momento centrale di condivisione e coinvolgimento
diretto.
Al termine dell’esposizione, i messaggi raccolti saranno utilizzati da The
Kitchen art gallery e Spazio Blue Train per la realizzazione di un libro
d’artista collettivo, che verrà presentato in un evento dedicato, in data da
definirsi.
Un progetto che invita il pubblico a lasciare una traccia personale,
contribuendo alla costruzione di un’opera corale.