Disegni. Sulla strada di casa - Marco Crippa (1936–2025)


A poco più di un anno dalla scomparsa di Marco Crippa, morto nell’ottobre 2025 all’età di 89 anni, una mostra ne restituisce per la prima volta al pubblico la dimensione più intima e personale: quella affidata ai disegni, agli appunti raccolti lungo le strade e alle pagine di taccuino che per decenni hanno accompagnato il suo sguardo sulla sua città, Milano.

Disegni. Sulla strada di casa - Marco Crippa (1936–2025)

14 ottobre 2026 - comunicato stampa

 
Dal 16 al 28 novembre 2026, il Salone delle Arti della Biblioteca Affori ospita DISEGNI sulla strada di casa, un’esposizione a cura di Elisabetta Invernici, in collaborazione con l’Archivio Marco Crippa.
Una selezione accurata di disegni, affiancata da dipinti e fotografie, attraversa oltre quarant’anni di attività grafica, dal 1960 ai primi anni Duemila, componendo un diario urbano in cui Milano è insieme paesaggio, interlocutrice e compagna di vita. Per quasi sessant’anni Marco Crippa ha dipinto a olio en plein air, portando il proprio mestiere direttamente sulla strada: cavalletto, cassetta dei colori, tavolozza e tela bianca diventavano gli strumenti di una pratica artistica aperta alla città e ai suoi abitanti. Piazze, vie, portoni, botteghe, cortili e architetture erano il teatro di un’esperienza pittorica in cui il dinamismo della metropoli, la luce, gli incontri casuali e le reazioni dei passanti entravano a far parte dell’opera. La sua presenza era un invito a fermarsi, a osservare e a riscoprire il quotidiano attraverso uno sguardo diverso.
 

Con Disegni sulla strada di casa il racconto si sposta dalla tela alle pagine di un taccuino. Se la pittura a olio era il luogo della restituzione immediata, del gesto libero e dell’emozione vissuta davanti al soggetto, il disegno rappresentava una pratica più silenziosa e appartata, capace di accompagnare l’artista in ogni momento della giornata. Bastavano una penna a sfera e un piccolo blocco per fermare uno scorcio, annotare una facciata, cogliere il ritmo di una strada o trattenere un’impressione prima che svanisse.

Accanto a rapidi appunti grafici, talvolta concepiti come studi e suggerimenti per un dipinto, la mostra presenta disegni più elaborati, nei quali alcuni luoghi cari all’artista diventano soggetti autonomi e compiuti. Ne emerge una pratica quotidiana e solitaria, sospesa tra folgorazione e ripetizione, scoperta e memoria, impulso immediato e osservazione prolungata. Un patrimonio di immagini che rivela quanto il disegno fosse parte integrante del suo modo di guardare, conoscere e interpretare la città.
Non una semplice successione cronologica, dunque, ma una geografia urbana affettiva, costruita seguendo i percorsi, le abitudini e i luoghi del cuore di Crippa. L’itinerario espositivo attraversa il centro storico, dalle Cinque Vie a piazza dei Mercanti, piazza Cordusio e Brera, per proseguire da piazza del Duomo verso San Babila, Porta Venezia e piazza Argentina. Altri percorsi si diramano verso sud, fino a Porta Ticinese e ai Navigli, e verso nord, lungo la Martesana. Sono le strade di una Milano vissuta a piedi, osservata da vicino e frequentata per decenni, dagli angoli popolari alle piazze monumentali, dalle zone centrali alle periferie.
 

Privo di automobile e patente, Crippa aveva scelto di muoversi esclusivamente a piedi. Il suo era lo sguardo del flâneur, del camminatore urbano che conosce la città attraverso la ripetizione dei percorsi e la disponibilità all’incontro. I quartieri dell’Isola, di Porta Venezia e della Maggiolina, vicini ai luoghi in cui aveva abitato, ricorrono nelle sue opere come punti di riferimento di una mappa personale. Commercianti, studenti, edicolanti, professionisti e passanti popolano un paesaggio umano nel quale ogni incontro, anche occasionale, poteva diventare parte dell’esperienza artistica.
A guidare questo sguardo era soprattutto la capacità di riconoscere ciò che permane e ciò che muta. Insegne sostituite, portoni restaurati, cantieri, edifici trasformati fino a diventare irriconoscibili: i disegni documentano le metamorfosi architettoniche e sociali di Milano, restituendo la tensione tra la memoria dei luoghi e la loro continua trasformazione. Con il passare degli anni, una città sempre più esclusiva e meno accessibile avrebbe progressivamente allontanato l’artista dalla strada, proprio da quello spazio pubblico che per lui era stato luogo di libertà, confronto e condivisione.
 

In queste pagine si ritrovano spesso le inquadrature dei dipinti a olio, talvolta accompagnate da dettagli e varianti che illuminano il processo creativo di Crippa. La mostra permette così di avvicinarsi a una delle chiavi della sua ricerca: «osservare e dimenticare». Studiare a fondo un soggetto, interiorizzarne la composizione e poi rinunciare alla traccia preparatoria per ritrovare, davanti alla tela bianca, la libertà del gesto e l’emozione del momento. Il disegno non è soltanto preparazione, ma memoria visiva, esercizio di attenzione e strumento di conoscenza.
Il percorso espositivo restituisce infine il profilo di un artista indipendente, estraneo alle appartenenze e alle dinamiche dei cenacoli artistici del suo tempo, che ha costruito la propria identità attraverso un rapporto diretto con la città e con i grandi maestri del passato. La sua opera, difficilmente riconducibile a una scuola o a un movimento, testimonia una relazione rara e profonda con Milano: una conversazione durata una vita, fatta di passi, soste, osservazioni e ritorni.

Prima esposizione dedicata a Marco Crippa dopo la sua scomparsa, DISEGNI sulla strada di casa è anche uno dei progetti attraverso cui l’Archivio Marco Crippa, con l’impegno dell’erede dell’artista, promuove e valorizza la sua opera. Un’occasione per riscoprire, attraverso la dimensione più raccolta del disegno, il lavoro di un pittore che ha fatto della strada il proprio studio e della città il suo soggetto inesauribile.
Perché, nelle pagine di un taccuino come sulla tela, Milano non è mai stata soltanto un luogo da rappresentare, ma un mondo da attraversare, comprendere e custodire.





Marco Crippa (Milano, 1936 – 2025) è stato un pittore milanese, protagonista per quasi sessant’anni della pittura en plein air nelle strade e nelle piazze della città. Cresciuto nel quartiere Isola, si avvicina alla pittura fin da bambino e frequenta le scuole serali dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dove incontra maestri come Aldo Carpi e Gianfranco Campestrini, pur mantenendo un percorso sostanzialmente autodidatta. Nel 1956 si reca a Parigi e, al ritorno, sceglie di dedicare la propria vita alla pittura dal vivo nella città natale. Dagli anni Sessanta espone in mostre personali e collettive, affermandosi per uno stile originale e per il legame profondo con Milano. Nel 1989 il Museo di Milano gli dedica la mostra Milano e le piazze lombarde; nel 2006 la Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele ospita Marco Crippa, Maestro di Milano. Nel 2023–2024 il Museo della Permanente celebra il suo percorso con la retrospettiva Marco Crippa, 50 anni di pittura di strada, con oltre settanta opere e materiali documentari. Scomparso nell’ottobre 2025, a 89 anni, lascia una testimonianza pittorica unica della vita urbana e della memoria storica di Milano.

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In una stagione in cui Milano è impegnata a ripensarsi profondamente, può essere interessante ripercorrerne la storia recente attraverso le vie e le piazze dipinte da Marco Crippa – “pittore di strada milanese”, come lui stesso amava definirsi. “Tutta la mia opera è dedicata a Milano, che tanto mi ha dato e tanto ho celebrato”, ha lasciato scritto l’artista.

Conosciuto dal grande pubblico come “il pittore di Milano” e ricordato come l’ultimo impressionista locale, Crippa (nato nel 1936) è mancato a 89 anni nell’ottobre del 2025. La sua produzione, distribuita in ben oltre cinquant’anni di attività, comprende numerosissimi quadri di diverse dimensioni e un vasto repertorio di disegni. Custoditi con cura in vita, questi lavori sono oggi resi disponibili dal figlio Davide, che ne sta organizzando l’archivio: una narrazione che intreccia istanze artistiche e sociali, l'istantanea di una città unica, poliedrica e incubatrice di talenti. Nel complesso una testimonianza visiva di raro valore, che costituisce un patrimonio identitario appartenente alla memoria collettiva di Milano. Ma sono le opere degli anni Settanta-Ottanta a restituire il messaggio più autentico.
Parliamo di opere realizzate dal vero - in gran parte inedite - che interpretano vie e piazze di Milano, città nella quale l’artista è nato e che è stata l’unica, assoluta protagonista della sua ricerca a partire dalla metà degli anni Cinquanta, con rare eccezioni dedicate a Parigi e a Venezia.

Si tratta di disegni a penna e dipinti capaci di trasmettere, a chi c’era e a chi ne ha sentito solo parlare, quell’atmosfera energica, propositiva, rutilante che la Milano anni ’80 sfoggiava come un abito scarlatto: infatti alcune tavole sembrano uscite da un album di moda cittadino, a tutti gli effetti un manifesto del prêt-à-porter italiano nascente. D’altra parte, Marco Crippa avvalora una narrazione che intreccia istanze artistiche e sociali, l’istantanea di una città unica, poliedrica e incubatrice di talenti.

Sicuramente la collezione di più di duecento opere di Marco Crippa, di migliaia di disegni, cimeli e fotografie restituisce della città uno sguardo appassionato e ininterrotto, capace di attraversare oltre mezzo secolo di trasformazioni urbane e sociali, sino alle ultime opere dedicate alla natura, eccezionalmente realizzate nella sua casa-studio.
“Il percorso artistico di mio padre, votato alla più assoluta libertà, racconta una città intimamente amata, osservata e interpretata con generosità tra botteghe, monumenti e milanesi indaffarati ed elegantissimi: una città la cui stessa evidenza diventa motore e teatro di espressione artistica estemporanea, condivisa e accessibile”, commenta il figlio Davide Crippa.
Oggi questa produzione, finalmente ordinata e resa disponibile, rappresenta un’occasione concreta per restituire alla città un capitolo significativo della propria storia attraverso un progetto espositivo dedicato, senza enfasi celebrativa, privo di nostalgia, lontano da ogni retorica. Piuttosto destinato a produrre riflessioni e a creare dibattito.

L’esposizione si compone di circa cento disegni inediti realizzati su bloc-notes occasionali, di una serie di dipinti che evidenziano il dialogo tra la pittura a olio e il segno grafico, e di una selezione di fotografie utili a riposizionare l’artista nel suo tempo e nei suoi luoghi.

A un anno dalla scomparsa di Marco Crippa, questa mostra rappresenta un ulteriore tassello nella conoscenza del suo percorso. Alcuni ne apprezzeranno la qualità del disegno o il gesto della spatolata, altri la totale indipendenza scelta come cifra di tutta una vita. Per molti significherà passeggiare sulle sue strade dove risuonano le voci di Gaber, Dalla e Vanoni o entrare in Galleria in compagnia di Memo Remigi. Dalla via Gluck al Giambellino, da San Siro a Porta Romana, i più giovani si riconosceranno nelle note di Ernia che a Milano ha dedicato il suo ultimo successo e racconta una “Milano di plastica”.

Elisabetta Invernici


Il curatore
Elisabetta Invernici, cronista, direttore di testata, laureata in filosofia con indirizzo critico-estetico ha fatto della professione giornalistica “l’esercizio del metodo maieutico”, cercando in ogni ambito di smascherare la realtà, insinuando il dubbio e rivolgendo domande. Di qui, il suo stile critico indaginoso, sempre al servizio del pubblico/lettore. Con l’esigenza del qui e ora.


Associazione Profumo di Milano - Via Locatelli 4 - 20124 Milano

Disegni. Sulla strada di casa - Marco Crippa (1936–2025)
A cura di Elisabetta Invernici in collaborazione con Archivio Marco Crippa
16 – 28 novembre 2026
Inaugurazione: sabato 14 novembre ore 18.00
Biblioteca Affori - Salone delle Arti
Viale Affori, 21 – Milano
Raggiungibile con la linea metropolitana M3. Fermata Affori Centro / Affori FN.

Orari di apertura:
Lunedì: 14.30 / 19.00 | martedì / venerdì: 09.00 / 19.00 | sabato: 10.00 / 18.00 | domenica: Chiuso
Durante tutte le giornate di apertura della mostra il figlio dell’artista, Davide Crippa, sarà presente in mostra dalle ore 14.30 alle 18.00 per accompagnare i visitatori che lo desiderano in una visita guidata.
Ingresso libero


UFFICIO STAMPA ARCHIVIO MARCO CRIPPA
Laura Cometa
press@lauracometa.com | + 39 327 1778443