A poco più di un
anno dalla scomparsa di Marco Crippa, morto
nell’ottobre 2025 all’età di 89 anni, una mostra ne
restituisce per la prima volta al pubblico la dimensione
più intima e personale: quella affidata ai disegni, agli
appunti raccolti lungo le strade e alle pagine di
taccuino che per decenni hanno accompagnato il suo
sguardo sulla sua città, Milano.
Dal 16 al 28 novembre 2026, il
Salone delle Arti della Biblioteca Affori ospita
DISEGNI sulla strada di casa, un’esposizione a cura
di Elisabetta Invernici, in collaborazione con
l’Archivio Marco Crippa.
Una selezione accurata di disegni, affiancata da
dipinti e fotografie, attraversa oltre quarant’anni
di attività grafica, dal 1960 ai primi anni Duemila,
componendo un diario urbano in cui Milano è insieme
paesaggio, interlocutrice e compagna di vita. Per
quasi sessant’anni Marco Crippa ha dipinto a olio en
plein air, portando il proprio mestiere direttamente
sulla strada: cavalletto, cassetta dei colori,
tavolozza e tela bianca diventavano gli strumenti di
una pratica artistica aperta alla città e ai suoi
abitanti. Piazze, vie, portoni, botteghe, cortili e
architetture erano il teatro di un’esperienza
pittorica in cui il dinamismo della metropoli, la
luce, gli incontri casuali e le reazioni dei
passanti entravano a far parte dell’opera. La sua
presenza era un invito a fermarsi, a osservare e a
riscoprire il quotidiano attraverso uno sguardo
diverso.
Con
Disegni sulla strada di casa il racconto si sposta
dalla tela alle pagine di un taccuino. Se la pittura
a olio era il luogo della restituzione immediata,
del gesto libero e dell’emozione vissuta davanti al
soggetto, il disegno rappresentava una pratica più
silenziosa e appartata, capace di accompagnare
l’artista in ogni momento della giornata. Bastavano
una penna a sfera e un piccolo blocco per fermare
uno scorcio, annotare una facciata, cogliere il
ritmo di una strada o trattenere un’impressione
prima che svanisse.
Accanto a rapidi appunti grafici, talvolta concepiti
come studi e suggerimenti per un dipinto, la mostra
presenta disegni più elaborati, nei quali alcuni
luoghi cari all’artista diventano soggetti autonomi
e compiuti. Ne emerge una pratica quotidiana e
solitaria, sospesa tra folgorazione e ripetizione,
scoperta e memoria, impulso immediato e osservazione
prolungata. Un patrimonio di immagini che rivela
quanto il disegno fosse parte integrante del suo
modo di guardare, conoscere e interpretare la città.
Non una semplice successione cronologica, dunque, ma
una geografia urbana affettiva, costruita seguendo i
percorsi, le abitudini e i luoghi del cuore di
Crippa. L’itinerario espositivo attraversa il centro
storico, dalle Cinque Vie a piazza dei Mercanti,
piazza Cordusio e Brera, per proseguire da piazza
del Duomo verso San Babila, Porta Venezia e piazza
Argentina. Altri percorsi si diramano verso sud,
fino a Porta Ticinese e ai Navigli, e verso nord,
lungo la Martesana. Sono le strade di una Milano
vissuta a piedi, osservata da vicino e frequentata
per decenni, dagli angoli popolari alle piazze
monumentali, dalle zone centrali alle periferie.
Privo di
automobile e patente, Crippa aveva scelto di
muoversi esclusivamente a piedi. Il suo era lo
sguardo del flâneur, del camminatore urbano che
conosce la città attraverso la ripetizione dei
percorsi e la disponibilità all’incontro. I
quartieri dell’Isola, di Porta Venezia e della
Maggiolina, vicini ai luoghi in cui aveva abitato,
ricorrono nelle sue opere come punti di riferimento
di una mappa personale. Commercianti, studenti,
edicolanti, professionisti e passanti popolano un
paesaggio umano nel quale ogni incontro, anche
occasionale, poteva diventare parte dell’esperienza
artistica.
A guidare questo sguardo era soprattutto la capacità
di riconoscere ciò che permane e ciò che muta.
Insegne sostituite, portoni restaurati, cantieri,
edifici trasformati fino a diventare
irriconoscibili: i disegni documentano le
metamorfosi architettoniche e sociali di Milano,
restituendo la tensione tra la memoria dei luoghi e
la loro continua trasformazione. Con il passare
degli anni, una città sempre più esclusiva e meno
accessibile avrebbe progressivamente allontanato
l’artista dalla strada, proprio da quello spazio
pubblico che per lui era stato luogo di libertà,
confronto e condivisione.
In queste pagine si ritrovano
spesso le inquadrature dei dipinti a olio, talvolta
accompagnate da dettagli e varianti che illuminano
il processo creativo di Crippa. La mostra permette
così di avvicinarsi a una delle chiavi della sua
ricerca: «osservare e dimenticare». Studiare a fondo
un soggetto, interiorizzarne la composizione e poi
rinunciare alla traccia preparatoria per ritrovare,
davanti alla tela bianca, la libertà del gesto e
l’emozione del momento. Il disegno non è soltanto
preparazione, ma memoria visiva, esercizio di
attenzione e strumento di conoscenza. Marco Crippa
(Milano, 1936 – 2025) è stato un pittore milanese, protagonista per
quasi sessant’anni della pittura en plein air nelle strade e nelle
piazze della città. Cresciuto nel quartiere Isola, si avvicina alla
pittura fin da bambino e frequenta le scuole serali dell’Accademia di
Belle Arti di Brera, dove incontra maestri come Aldo Carpi e Gianfranco
Campestrini, pur mantenendo un percorso sostanzialmente autodidatta. Nel
1956 si reca a Parigi e, al ritorno, sceglie di dedicare la propria vita
alla pittura dal vivo nella città natale. Dagli anni Sessanta espone in
mostre personali e collettive, affermandosi per uno stile originale e
per il legame profondo con Milano. Nel 1989 il Museo di Milano gli
dedica la mostra Milano e le piazze lombarde; nel 2006 la Libreria
Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele ospita Marco Crippa, Maestro di
Milano. Nel 2023–2024 il Museo della Permanente celebra il suo percorso
con la retrospettiva
Marco Crippa, 50 anni di pittura di strada, con oltre settanta opere
e materiali documentari. Scomparso nell’ottobre 2025, a 89 anni, lascia
una testimonianza pittorica unica della vita urbana e della memoria
storica di Milano. In una stagione in cui Milano è impegnata a
ripensarsi profondamente, può essere interessante ripercorrerne la storia
recente attraverso le vie e le piazze dipinte da Marco Crippa – “pittore di
strada milanese”, come lui stesso amava definirsi. “Tutta la mia opera è
dedicata a Milano, che tanto mi ha dato e tanto ho celebrato”, ha lasciato
scritto l’artista. Disegni. Sulla strada di
casa - Marco Crippa (1936–2025)
Il percorso espositivo restituisce infine il profilo
di un artista indipendente, estraneo alle
appartenenze e alle dinamiche dei cenacoli artistici
del suo tempo, che ha costruito la propria identità
attraverso un rapporto diretto con la città e con i
grandi maestri del passato. La sua opera,
difficilmente riconducibile a una scuola o a un
movimento, testimonia una relazione rara e profonda
con Milano: una conversazione durata una vita, fatta
di passi, soste, osservazioni e ritorni.
Prima esposizione dedicata a Marco Crippa dopo la
sua scomparsa, DISEGNI sulla strada di casa è anche
uno dei progetti attraverso cui l’Archivio Marco
Crippa, con l’impegno dell’erede dell’artista,
promuove e valorizza la sua opera. Un’occasione per
riscoprire, attraverso la dimensione più raccolta
del disegno, il lavoro di un pittore che ha fatto
della strada il proprio studio e della città il suo
soggetto inesauribile.
Perché, nelle pagine di un taccuino come sulla tela,
Milano non è mai stata soltanto un luogo da
rappresentare, ma un mondo da attraversare,
comprendere e custodire.
www.marcocrippapittore.it
INSTAGRAM: @marcocrippa_pittore
Conosciuto dal grande pubblico come “il pittore di Milano” e ricordato come
l’ultimo impressionista locale, Crippa (nato nel 1936) è mancato a 89 anni
nell’ottobre del 2025. La sua produzione, distribuita in ben oltre cinquant’anni
di attività, comprende numerosissimi quadri di diverse dimensioni e un vasto
repertorio di disegni. Custoditi con cura in vita, questi lavori sono oggi resi
disponibili dal figlio Davide, che ne sta organizzando l’archivio: una
narrazione che intreccia istanze artistiche e sociali, l'istantanea di una città
unica, poliedrica e incubatrice di talenti. Nel complesso una testimonianza
visiva di raro valore, che costituisce un patrimonio identitario appartenente
alla memoria collettiva di Milano. Ma sono le opere degli anni Settanta-Ottanta
a restituire il messaggio più autentico.
Parliamo di opere realizzate dal vero - in gran parte inedite - che interpretano
vie e piazze di Milano, città nella quale l’artista è nato e che è stata
l’unica, assoluta protagonista della sua ricerca a partire dalla metà degli anni
Cinquanta, con rare eccezioni dedicate a Parigi e a Venezia.
Si tratta di disegni a penna e dipinti capaci di trasmettere, a chi c’era e a
chi ne ha sentito solo parlare, quell’atmosfera energica, propositiva, rutilante
che la Milano anni ’80 sfoggiava come un abito scarlatto: infatti alcune tavole
sembrano uscite da un album di moda cittadino, a tutti gli effetti un manifesto
del prêt-à-porter italiano nascente. D’altra parte, Marco Crippa avvalora una
narrazione che intreccia istanze artistiche e sociali, l’istantanea di una città
unica, poliedrica e incubatrice di talenti.
Sicuramente la collezione di più di duecento opere di Marco Crippa, di migliaia
di disegni, cimeli e fotografie restituisce della città uno sguardo appassionato
e ininterrotto, capace di attraversare oltre mezzo secolo di trasformazioni
urbane e sociali, sino alle ultime opere dedicate alla natura, eccezionalmente
realizzate nella sua casa-studio.
“Il percorso artistico di mio padre, votato alla più assoluta libertà,
racconta una città intimamente amata, osservata e interpretata con generosità
tra botteghe, monumenti e milanesi indaffarati ed elegantissimi: una città la
cui stessa evidenza diventa motore e teatro di espressione artistica
estemporanea, condivisa e accessibile”, commenta il figlio Davide Crippa.
Oggi questa produzione, finalmente ordinata e resa disponibile, rappresenta
un’occasione concreta per restituire alla città un capitolo significativo della
propria storia attraverso un progetto espositivo dedicato, senza enfasi
celebrativa, privo di nostalgia, lontano da ogni retorica. Piuttosto destinato a
produrre riflessioni e a creare dibattito.
L’esposizione si compone di circa cento disegni inediti realizzati su bloc-notes
occasionali, di una serie di dipinti che evidenziano il dialogo tra la pittura a
olio e il segno grafico, e di una selezione di fotografie utili a riposizionare
l’artista nel suo tempo e nei suoi luoghi.
A un anno dalla scomparsa di Marco Crippa, questa mostra rappresenta un
ulteriore tassello nella conoscenza del suo percorso. Alcuni ne apprezzeranno la
qualità del disegno o il gesto della spatolata, altri la totale indipendenza
scelta come cifra di tutta una vita. Per molti significherà passeggiare sulle
sue strade dove risuonano le voci di Gaber, Dalla e Vanoni o entrare in Galleria
in compagnia di Memo Remigi. Dalla via Gluck al Giambellino, da San Siro a Porta
Romana, i più giovani si riconosceranno nelle note di Ernia che a Milano ha
dedicato il suo ultimo successo e racconta una “Milano di plastica”.
Elisabetta Invernici
Il curatore
Elisabetta Invernici, cronista, direttore di testata, laureata in filosofia con
indirizzo critico-estetico ha fatto della professione giornalistica “l’esercizio
del metodo maieutico”, cercando in ogni ambito di smascherare la realtà,
insinuando il dubbio e rivolgendo domande. Di qui, il suo stile critico
indaginoso, sempre al servizio del pubblico/lettore. Con l’esigenza del qui e
ora.
Associazione Profumo di Milano - Via Locatelli 4 - 20124 Milano
A cura di Elisabetta Invernici in collaborazione con Archivio Marco Crippa
16 – 28 novembre 2026
Inaugurazione: sabato 14 novembre ore 18.00
Biblioteca Affori - Salone delle Arti
Viale Affori, 21 – Milano
Raggiungibile con la linea metropolitana M3. Fermata Affori Centro / Affori FN.
Orari di apertura:
Lunedì: 14.30 / 19.00 | martedì / venerdì: 09.00 / 19.00 | sabato: 10.00 / 18.00
| domenica: Chiuso
Durante tutte le giornate di apertura della mostra il figlio dell’artista,
Davide Crippa, sarà presente in mostra dalle ore 14.30 alle 18.00 per
accompagnare i visitatori che lo desiderano in una visita guidata.
Ingresso libero
UFFICIO STAMPA ARCHIVIO MARCO CRIPPA
Laura Cometa
press@lauracometa.com | + 39 327 1778443