Più che una mostra su Biagio Caldarelli, “Errare è umano” è un viaggio dentro la curiosità di un artista che non ha mai smesso di cambiare strada. Oltre 160 opere, da Boetti a Duchamp, da Pino Pascali a Sol LeWitt, fino al dialogo ideale con Francesco Netti: a Bari, dal 2 ottobre, torna alla luce una delle ricerche più libere e sorprendenti dell'arte pugliese del Novecento.
Sino al 10 gennaio 2027, la
Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”
dedica una grande retrospettiva a Biagio Caldarelli
(Bari, 1951-1999), uno degli artisti pugliesi più
originali e meno facilmente classificabili della
seconda metà del Novecento.
Il titolo della mostra, «Errare è umano», non è
soltanto una frase: è quello di una sua opera e
riassume bene l'atteggiamento con cui Caldarelli ha
affrontato l'arte per tutta la sua breve ma intensa
vita. Errare, nel suo caso, significa soprattutto
muoversi, cercare, cambiare direzione, lasciarsi
contaminare da idee, epoche e linguaggi diversi
senza mai accettare confini troppo rigidi.
La mostra, curata da Paola Marino e
realizzata come progetto della Galleria Valentina
Bonomo, nasce dalla collaborazione con la Città
Metropolitana di Bari e riunisce oltre 160 opere,
proponendo un corpus mai presentato prima in maniera
così ampia e organica.
Un
viaggio dentro tutta la ricerca di Caldarelli
Il percorso espositivo si sviluppa tra il Salone del
Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana e
gli spazi della Pinacoteca e permette di seguire le
diverse fasi della ricerca di Caldarelli.
Non aspettatevi, quindi, una mostra costruita
attorno a un unico stile. È proprio la varietà a
rappresentare uno degli aspetti più interessanti del
suo lavoro.
Caldarelli attraversa tecniche, materiali, immagini
e riferimenti differenti, passando con grande
libertà dalla tradizione alle avanguardie, dalla
storia dell'arte alla cultura contemporanea. Il suo
è un continuo esercizio di curiosità: guardare,
assorbire, trasformare e ripartire.
Una ricerca sorprendentemente internazionale, ma che
non perde mai il rapporto con Bari e con la Puglia.
Da Marilena
Bonomo ad Alighiero Boetti
Una parte importante della vicenda artistica di
Caldarelli è legata alla Galleria di Marilena
Bonomo, che nella Bari degli anni Ottanta e
Novanta rappresentò un autentico punto d'incontro
con le esperienze più avanzate dell'arte
contemporanea internazionale.
È proprio in questo ambiente che Caldarelli entra in
contatto con artisti e idee destinati a lasciare
tracce profonde nel suo percorso.
La sua prima personale alla galleria risale al 1980
e da quel momento il rapporto con questo ambiente
culturale accompagnerà buona parte della sua
carriera, aprendogli anche importanti occasioni
espositive fuori dall'Italia.
Tra gli incontri più significativi c'è quello con
Alighiero Boetti, con il quale Caldarelli
sviluppò un rapporto artistico e umano
particolarmente importante. Boetti lo coinvolse nel
progetto «Alighiero Boetti / Biagio Caldarelli – 16
Accordi a tre mani», realizzato e presentato a Bari
nel 1992.
La mostra propone alcune opere di Boetti provenienti
da collezioni private, creando così un confronto
diretto con la ricerca di Caldarelli.
Duchamp, Sol LeWitt, Pino
Pascali, Savinio
Il percorso non si limita però a Boetti. Sono
presenti riferimenti e dialoghi con alcuni dei
grandi artisti che hanno alimentato l'immaginario di
Caldarelli: Marcel Duchamp, Sol LeWitt, Pino
Pascali e Alberto Savinio.
Non si tratta semplicemente di citazioni o di
influenze da elencare. La mostra cerca piuttosto di
ricostruire una rete di incontri, affinità e
deviazioni, mostrando come Caldarelli abbia saputo
appropriarsi liberamente di stimoli molto diversi
per trasformarli in qualcosa di personale.
E non è un caso che sue opere siano oggi presenti in
importanti collezioni private e istituzioni italiane
e straniere, tra cui la Collezione Sol LeWitt presso
il Museo di Hartford, negli Stati Uniti.
Il dialogo con Francesco
Netti e la serie delle «Teorie»
Particolarmente interessante è anche il confronto,
questa volta ideale, con un altro grande artista
pugliese: Francesco Netti.
Caldarelli e Netti, appartenenti naturalmente a
epoche molto lontane, condividono la fascinazione
per il celebre fregio della “Tomba delle
danzatrici”, risalente al IV secolo a.C. e
proveniente dalla necropoli di Ruvo di Puglia, oggi
conservato al Museo Archeologico di Napoli.
Da quella suggestione nacque in Netti il ciclo del
“Coro greco”, del quale in mostra saranno presentate
tre importanti opere. Caldarelli, invece, sviluppò
la significativa serie delle «Teorie».
È uno dei passaggi che meglio spiegano il senso
della mostra: non una semplice successione
cronologica di quadri, ma una storia fatta di
rimandi, corrispondenze, curiosità e continue
riappropriazioni.
Un artista difficile da
chiudere in una definizione
Biagio Caldarelli morì nel 1999, a soli 47 anni,
interrompendo prematuramente una ricerca che
sembrava ancora avere molto da esplorare. Forse è
proprio per questo che «Errare è umano» arriva oggi
come un'occasione particolarmente importante.
A più di vent'anni dall'ultima grande occasione di
approfondimento dedicata alla sua opera, questa
retrospettiva permette infatti di riconsiderare la
figura di Caldarelli all'interno della storia
dell'arte italiana del Novecento e, soprattutto, di
riscoprire quanto la sua ricerca fosse libera,
inquieta, ironica e sorprendentemente contemporanea.
Il suo “errare” non è dunque un andare senza meta. È
piuttosto il rifiuto di fermarsi troppo presto
davanti a una risposta.
Cercare, sbagliare, cambiare strada, giocare,
stupirsi. E ricominciare.
È questo, forse, il significato più autentico del
titolo della mostra.
La mostra è organizzata e prodotta dalla Città
Metropolitana di Bari, con il Sindaco metropolitano
Vito Leccese, la Consigliera metropolitana
Micaela Paparella, delegata alla tutela e
valorizzazione del patrimonio della Pinacoteca, e il
Dirigente del Settore Promozione e Coordinamento
Sviluppo Economico e Culturale Raffaele Nicola
Vitto.
Il coordinamento generale è affidato a Emma
Lobalsamo, responsabile UOC della Pinacoteca.
La mostra è curata da Paola Marino,
realizzata in collaborazione con la Galleria
Valentina Bonomo; la ricerca delle opere e dei
prestiti è di Giovanni Giusto.
Nel corso dell'esposizione sarà inoltre realizzato
un catalogo ragionato dedicato all'opera di Biagio
Caldarelli, con immagini delle opere e
dell'allestimento.
La campagna fotografica delle opere e della mostra,
destinata anche alla documentazione del catalogo, è
realizzata da Giuseppe Ciliberti, fotografo
della Pinacoteca.
Informazioni:
Biagio Caldarelli – Errare è umano
2 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Lungomare Nazario Sauro, 27 – Bari