BaSiLe - cielo e mare 1, Colori acrilici su tela (faesite intelata), cm 60 x 80  - 08/09/2026

Cielo e mare - 1


BaSiLe - cielo e mare 2, Colori acrilici su tela (faesite intelata), cm 60 x 80  - 09/09/2026

Cielo e mare - 2

Cielo e mare

Nelle due opere intitolate Cielo e mare, Leonardo Basile affronta lo stesso soggetto attraverso due differenti condizioni percettive ed emotive. Il paesaggio marino viene progressivamente liberato da ogni riferimento descrittivo per diventare uno spazio mentale, una superficie sulla quale cielo e mare si incontrano, si riflettono e, in alcuni momenti, sembrano dissolversi l’uno nell’altro.

In Cielo e mare 1, l’immagine nasce dall’incontro di una gamma cromatica luminosa, dominata dagli azzurri, dai turchesi e dai verdi, con sottili accensioni violacee. La linea dell’orizzonte, pur netta, non rappresenta una vera separazione: è piuttosto una soglia, un punto di equilibrio tra due dimensioni che appartengono alla stessa materia visiva. Il cielo e il mare sembrano infatti rispondersi reciprocamente, in una sorta di dialogo cromatico nel quale le differenze si attenuano fino quasi a scomparire.

La superficie pittorica rivela una particolare attenzione alla matericità e alla stratificazione del colore. Le pennellate minute, sovrapposte e vibranti, costruiscono una trama che impedisce alla superficie di essere semplicemente descrittiva. Il colore sembra muoversi sotto la superficie del dipinto: il cielo è attraversato da impercettibili variazioni, mentre il mare conserva una vibrazione più profonda e intensa. L'apparente immobilità dell'orizzonte nasconde dunque un movimento interiore, quasi impercettibile.

Cielo e mare 2 introduce invece una variazione radicale dello stesso motivo. Qui la luminosità lascia progressivamente spazio a una tavolozza più rarefatta, terrosa e grigia, nella quale gli azzurri appaiono attenuati e il mare si addensa verso tonalità scure. L'orizzonte perde parte della sua evidenza e diventa una zona di transizione, quasi una nebbia percettiva nella quale cielo e acqua sembrano confondersi.

Se la prima opera suggerisce una dimensione di apertura e di contemplazione, la seconda appare più introspettiva, silenziosa e raccolta. Il progressivo oscurarsi della superficie marina può essere letto come un movimento dello sguardo verso la profondità: non tanto quella fisica del mare, quanto quella interiore dell'esperienza. Le sottili tracce cromatiche che attraversano il cielo e la superficie dell'acqua assumono così il valore di segni, memorie, pensieri che affiorano e immediatamente ritornano nell'indefinito.

Le due opere, considerate insieme, acquistano quindi un significato più ampio. Non sono semplicemente due variazioni sul tema del mare, ma due differenti stati dello stesso paesaggio interiore. La prima sembra collocarsi nella dimensione della luce, dell'apertura e della possibilità; la seconda in quella della meditazione, della profondità e dell'ombra. In entrambe, tuttavia, l'orizzonte mantiene la propria funzione simbolica: è il luogo in cui finisce ciò che possiamo vedere e comincia ciò che possiamo soltanto immaginare.

È proprio questa insistenza sull'orizzonte a costituire uno degli elementi più interessanti della ricerca di Basile. L'artista non lo utilizza soltanto come dispositivo compositivo, ma come metafora del limite e, contemporaneamente, del desiderio di oltrepassarlo. Guardare l'orizzonte significa infatti confrontarsi con una distanza che non può essere colmata, ma anche con una promessa di ciò che potrebbe trovarsi oltre.

Nelle due tele, dunque, il paesaggio diventa progressivamente assenza di luogo e presenza di emozione. Non importa riconoscere una costa, un tramonto o un particolare tratto di mare: ciò che Basile propone è una condizione dello sguardo. Un momento di sospensione nel quale l'osservatore è invitato a fermarsi davanti a una linea apparentemente semplice e a scoprire, nella sua immobilità, una complessa vibrazione emotiva.

Cielo e mare 1 e 2 si configurano così come due opere complementari: la prima tende verso la luce, la seconda verso la profondità; la prima apre lo spazio, la seconda lo raccoglie. E proprio nella loro relazione emerge la dimensione più autentica della ricerca di Leonardo Basile: trasformare un elemento primordiale della natura in un'immagine dell'interiorità, dove cielo e mare finiscono per diventare, metaforicamente, due parti dello stesso paesaggio dell'anima.

 

"Con Cielo e mare ho voluto fermare lo sguardo su un’immagine apparentemente semplice, quasi elementare: una linea d’orizzonte che separa due immensità, ma che allo stesso tempo le mette in relazione. Non mi interessava rappresentare un luogo preciso, quanto restituire la sensazione di trovarmi davanti a uno spazio aperto, silenzioso, capace di suggerire una dimensione interiore.

Ho lavorato sul colore attraverso successive sovrapposizioni di azzurri, turchesi e verdi, lasciando emergere qua e là tracce violacee e variazioni tonali. La superficie non è volutamente uniforme: la pennellata e la materia del colore creano una vibrazione continua, quasi impercettibile, che dà al cielo e al mare un movimento lento e silenzioso.

L’orizzonte diventa così una sorta di soglia, un confine incerto tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo. Cielo e mare finiscono per riflettersi l’uno nell’altro, perdendo progressivamente la loro separazione, fino a diventare quasi un’unica superficie.

In questo dipinto cerco quindi soprattutto una condizione di sospensione e contemplazione: un paesaggio ridotto all’essenziale, nel quale la natura non è soltanto ciò che appare davanti agli occhi, ma diventa anche uno spazio nel quale ritrovare, attraverso il silenzio, una parte di sé." - Leonardo Basile, Artiere pittore in Bari S.Spirito
 



  • Titolo: Cielo e mare
  • Genere:Dipinto su faesite telata
  • Dimensioni: cm 60 x 80
  • Tecnica: MISTA
  • Data realizzazione: 08/09/2026
  • Redattore: Leonardo Basile