I tre lavori qui considerati sembrano costituire un piccolo ciclo pittorico autonomo, una riflessione articolata sul rapporto tra vuoto e presenza, silenzio e proliferazione, origine e manifestazione. Pur nella loro evidente diversità cromatica e formale, La ricerca del nulla 1, La ricerca del nulla 2 e Coriandoli appaiono infatti come tre capitoli di un'unica indagine esistenziale, nella quale Leonardo Basile continua il proprio percorso di esplorazione dell'invisibile attraverso il linguaggio dell'astrazione.
L'artista barese, da sempre interessato a tradurre in immagini le vibrazioni della percezione interiore e le energie del colore, sviluppa qui una ricerca che sembra spingersi oltre il dato emotivo per interrogare direttamente il concetto stesso di origine. Tale orientamento appare coerente con quella tensione verso l'infinito e verso lo spazio interiore che diversi critici hanno individuato nella sua produzione, sottolineando il ruolo centrale del colore come strumento di conoscenza e di esplorazione dell'anima.
"La ricerca del nulla 1" si presenta come una superficie quasi monocroma, attraversata da una trama segnica minima e appena percettibile. L'oro dominante non è qui semplice valore decorativo, ma assume una funzione metafisica. La materia pittorica vibra lievemente, come se custodisse un movimento sotterraneo. Il "nulla" evocato dal titolo non coincide con l'assenza, bensì con una condizione originaria, un campo di possibilità ancora non manifestate. L'opera invita alla contemplazione lenta, costringendo l'osservatore ad abbandonare la ricerca di un'immagine riconoscibile per lasciarsi guidare dalle minime variazioni della superficie.
In "La ricerca del nulla 2", il discorso si sposta verso tonalità fredde e profonde. Il blu, colore tradizionalmente associato all'infinito, al pensiero e alla spiritualità, costruisce uno spazio apparentemente privo di riferimenti ma densissimo di presenze percettive. Qui il nulla assume la forma del cosmo, di una vastità insondabile nella quale le particelle luminose sembrano galleggiare come frammenti di memoria o tracce di una materia primordiale. La composizione appare meno silenziosa rispetto alla precedente: il vuoto si anima, respira, suggerisce l'idea di un universo in lenta formazione.
Le due opere dialogano dunque come poli complementari. L'una calda e solare, l'altra fredda e cosmica; l'una prossima alla luce dell'origine, l'altra immersa nel mistero dello spazio. In entrambe emerge una pittura che rinuncia deliberatamente alla rappresentazione per concentrarsi sulla percezione pura, sul ritmo interno della materia cromatica.
Con "Coriandoli" il processo sembra giungere a una sorta di detonazione creativa. Dopo la rarefazione delle due Ricerche del nulla, ecco l'esplosione della molteplicità. Il grande nucleo centrale, di intenso blu attraversato da venature rosse, appare come una cellula cosmica, un pianeta, un seme o un nucleo energetico da cui si irradia una miriade di punti colorati. L'opera possiede una forte dimensione dinamica e richiama, per certi aspetti, le esperienze dell'action painting e dello spazialismo, reinterpretate però attraverso una sensibilità personale e lirica.
I "coriandoli" del titolo cessano di essere semplici elementi festivi per trasformarsi in metafora della dispersione dell'energia nell'universo. Ogni punto di colore diventa particella, atomo, frammento di vita. L'impressione complessiva è quella di assistere alla nascita di un cosmo o, forse, alla materializzazione del pensiero stesso. Là dove nelle due opere precedenti il nulla era contemplato e interrogato, qui esso sembra generare una proliferazione inesauribile di forme e possibilità.
Osservate insieme, queste tre tavole rivelano una sorprendente coerenza concettuale. Basile costruisce una sorta di percorso filosofico che procede dal silenzio all'energia, dalla sospensione alla manifestazione. Il "nulla" non viene interpretato in senso nichilistico ma come matrice fertile, come spazio generativo dal quale tutto può emergere. È una visione che richiama antiche concezioni cosmologiche e, al tempo stesso, alcune riflessioni contemporanee sulla fisica del vuoto e sull'origine della materia. Dal punto di vista tecnico, l'utilizzo dell'acrilico sul compensato di pioppo accentua il carattere sperimentale della serie. La superficie lignea assorbe e restituisce il colore in modo particolare, contribuendo a quella vibrazione interna che costituisce uno degli elementi più affascinanti dell'intero ciclo. Con queste opere Leonardo Basile conferma la propria inclinazione verso una pittura che non vuole descrivere il mondo, ma evocarlo nei suoi aspetti più essenziali e misteriosi. La ricerca del nulla 1, La ricerca del nulla 2 e Coriandoli diventano così tre meditazioni visive sul principio delle cose, tre tappe di un viaggio che dall'apparente assenza conduce alla scoperta della straordinaria abbondanza dell'essere.
- Titolo: La ricerca del nulla 1 e 2 - Coriandoli
- Genere: INFORMALE
- Dimensioni: cm 85 x 85
- Tecnica: acrilici e smalti su compensato
- Data realizzazione: Dicembre 2024
- Redattore: VIRTUALE


