I quattro movimenti di una stessa stagione interiore :
Passionate Yellow”, “Rapsodia in blu”, “Tavolozza” e “Quiete”.


Esistono momenti nella ricerca di un artista in cui opere realizzate nell'arco di pochi giorni finiscono per costituire qualcosa di più di una semplice successione cronologica: diventano un organismo unico, una sorta di diario pittorico nel quale ogni lavoro rappresenta una diversa modulazione emotiva dello stesso pensiero. È quanto accade con questa serie di dipinti che Leonardo Basile realizza tra il 31 dicembre 2023 e il 3 gennaio 2024, tutti eseguiti con acrilici e smalti su faesite, nel medesimo formato quadrato di 60 x 60 cm. Pur condividendo tecnica, supporto e periodo di esecuzione, le quattro opere non vanno confuse né sovrapposte: ciascuna possiede una propria identità formale e una propria temperatura emotiva. Insieme compongono una sorta di quartetto pittorico nel quale colore, gesto e materia assumono il ruolo di strumenti musicali.

"Passionate Yellow"
La prima opera della serie è forse la più dinamica. Passionate Yellow si costruisce attraverso un impetuoso movimento diagonale che attraversa la superficie come una corrente marina o una raffica di vento. Il giallo, annunciato dal titolo, non è qui semplice elemento cromatico ma energia generatrice. Le sue esplosioni luminose si intrecciano a vortici azzurri, grigi e bianchi in una composizione che sembra svilupparsi secondo una forza centrifuga. L'occhio viene trascinato all'interno di una struttura fluida, quasi liquida, dove il colore appare continuamente sul punto di trasformarsi. Le colature, gli addensamenti materici e gli intrecci di segni evocano una pittura che non descrive un evento, ma ne restituisce la tensione. In questo lavoro Basile sembra interrogare il rapporto tra impulso e forma: il giallo diventa metafora di una passione che irrompe e modifica lo spazio circostante, lasciando dietro di sé tracce, attriti e improvvise aperture luminose.

"Rapsodia in blu"
Se Passionate Yellow è dominata dalla forza del movimento, Rapsodia in blu appare invece immersa in una dimensione più contemplativa e atmosferica. Qui il blu occupa quasi integralmente il campo visivo, articolandosi in una molteplicità di variazioni tonali che vanno dall'azzurro lattiginoso alle profondità cobalto. La superficie non è attraversata da una direzione dominante; piuttosto sembra respirare dall'interno attraverso una rete di gesti che si espandono in ogni direzione. Il titolo musicale è particolarmente appropriato. Come una rapsodia, l'opera procede per variazioni e improvvisazioni, alternando momenti di densità e rarefazione. Non vi è alcun centro narrativo: il dipinto vive di continue oscillazioni percettive. A differenza dell'impeto diagonale di Passionate Yellow, qui l'artista sembra voler raggiungere una sorta di immersione totale nel colore. Il blu non rappresenta il cielo né l'acqua; diventa uno stato mentale, una condizione di sospensione in cui lo spettatore è invitato a perdersi.

"Tavolozza"
Tra le quattro opere, Tavolozza è certamente quella che riflette in maniera più esplicita sul fare pittorico stesso. L'immagine appare come un campo di sedimentazioni, stratificazioni e incontri cromatici. Gialli accesi, rossi, grigi, verdi e neri convivono in una superficie complessa, quasi archeologica, dove ogni zona sembra conservare la memoria di gesti precedenti. Il titolo suggerisce immediatamente una chiave di lettura metalinguistica: non siamo davanti alla rappresentazione di qualcosa, ma davanti alla rappresentazione del processo creativo. La pittura osserva se stessa. A differenza della dominante monocromatica di Rapsodia in blu o della tensione direzionale di Passionate Yellow, qui prevale la pluralità. I colori si confrontano, si sovrappongono, si contaminano. L'opera appare come il luogo in cui tutte le possibilità cromatiche vengono messe alla prova. È forse il lavoro più "laboratoriale" del gruppo, quello in cui Basile lascia emergere con maggiore evidenza il dialogo tra caso e controllo, tra gesto spontaneo e costruzione compositiva.

"Quiete"
Realizzata il 3 gennaio 2024, Quiete rappresenta la conclusione ideale del percorso. Il titolo trova una sorprendente corrispondenza nella struttura dell'opera. Qui la superficie si apre verso un ampio spazio centrale dominato da bianchi e azzurri chiarissimi, quasi una luce rarefatta che interrompe la densità cromatica delle zone laterali. A sinistra emergono presenze verdi e gialle, mentre sul lato opposto si addensano tonalità più scure e vibranti. Tra queste due polarità si crea una fascia luminosa che agisce come luogo di equilibrio e di sospensione. Non si tratta però di una quiete statica. È piuttosto una quiete conquistata, raggiunta dopo il tumulto. Se Passionate Yellow rappresentava l'esplosione dell'energia e Tavolozza la complessità del processo creativo, Quiete sembra proporre una sintesi meditativa. La materia pittorica rimane viva e pulsante, ma rinuncia all'urgenza drammatica per trasformarsi in respiro.

Conclusione
Osservate insieme, queste quattro opere rivelano una notevole coerenza poetica. Basile non utilizza l'astrazione come fuga dalla realtà, bensì come strumento per indagare stati emotivi, ritmi interiori e dinamiche percettive. Passionate Yellow è l'energia che si sprigiona; Rapsodia in blu è l'immersione nel sentimento; Tavolozza è la riflessione sul linguaggio della pittura; Quiete è l'approdo temporaneo a una dimensione di equilibrio. Ne emerge l'immagine di un artista che affida alla materia e al colore il compito di raccontare ciò che le parole non riescono a contenere. In questi quattro lavori, realizzati nell'arco di appena quattro giorni, Leonardo Basile costruisce una sorta di partitura visiva nella quale ogni dipinto mantiene una propria autonomia, ma acquista il significato più profondo nel dialogo con gli altri. È una pittura che non cerca di rappresentare il mondo visibile: cerca piuttosto di rendere percepibile il movimento incessante della coscienza.

Prof.Alessandro Montanari
Critico e storico dell'arte contemporanea



  • Titolo: Passionate Yellow - Quiete - Rapsodia in blu - Tavolozza
  • Genere: ASTRATTO/INFORMALE
  • Dimensioni: cm 60 x 60
  • Tecnica: Acrilici e smalti su faesite
  • Data realizzazione: 2023-2024
  • Redattore: Prof. Alessandro Montanari