Specularità e memoria: il collage come architettura dell'eco


I due collage realizzati da Leonardo Basile il 28 febbraio 2025, su faesite e con l'impiego esclusivo di frammenti di carta da parati, costituiscono una delle più interessanti deviazioni del suo percorso artistico recente. Pur mantenendo quella tensione verso l'ordine compositivo che da sempre caratterizza la sua ricerca, l'artista pugliese abbandona qui la gestualità dell'informale e la vibrante conflittualità cromatica di molte opere precedenti per affidarsi a una grammatica più silenziosa, costruita su ritmo, misura e memoria. Tale attenzione alla struttura geometrica e alla sperimentazione dei materiali trova continuità con aspetti già evidenziati dalla critica nel corso della sua attività artistica.

Le due opere appaiono immediatamente come immagini speculari. Non si tratta però di una semplice inversione compositiva: Basile costruisce un vero e proprio dialogo tra presenza e riflesso, tra originale e doppio. Le forme triangolari e romboidali, distribuite entro una rigorosa griglia quadrata, si rincorrono da una tavola all'altra come se fossero le due facce di uno stesso pensiero. L'occhio è indotto a confrontare, verificare, riconoscere e al tempo stesso a smarrirsi nel gioco delle corrispondenze.
La scelta della carta da parati rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'intervento. Materiale domestico per eccellenza, normalmente relegato alla funzione decorativa, viene sottratto al proprio contesto originario e trasformato in elemento pittorico autonomo. Le texture floreali, le rigature, le superfici marmorizzate e le delicate variazioni tonali non descrivono più un ambiente, ma diventano materia narrativa. In questo passaggio avviene una sorta di trasfigurazione poetica: ciò che nasce per rivestire una parete finisce per raccontare il tempo sedimentato sulle pareti stesse.

La tavolozza, dominata da verdi acquatici, beige polverosi, rosa attenuati e aranci terrosi, genera un'atmosfera sospesa, quasi nostalgica. È una cromia che evita deliberatamente l'enfasi e preferisce il sussurro. Le carte sembrano provenire da interni vissuti, da stanze che conservano tracce di esistenze trascorse. Ogni frammento porta con sé una memoria implicita che l'artista ricompone in una nuova architettura visiva. L'aspetto più affascinante dell'opera risiede proprio nell'ambiguità tra ordine e sentimento. Da lontano prevale la costruzione geometrica; da vicino emergono invece le imperfezioni delle texture, le vibrazioni delle superfici, i richiami ornamentali. La razionalità della struttura viene continuamente incrinata dalla componente evocativa del materiale. È come se Basile mettesse in scena un confronto tra la volontà di organizzare il mondo e l'impossibilità di controllarne completamente le tracce emotive.
In questa prospettiva il collage diventa metafora della memoria stessa. I ricordi non si presentano mai come immagini lineari e complete, ma come frammenti che la mente ricompone incessantemente. Le due tavole sembrano allora suggerire che ogni ricostruzione del passato possieda inevitabilmente una controparte, un'altra possibile disposizione degli eventi, un'altra lettura della stessa esperienza.

Non è casuale che l'autore ami definirsi "artiere" prima ancora che pittore. In queste opere emerge infatti una sapienza costruttiva che appartiene tanto all'artigiano quanto all'artista. La precisione dell'assemblaggio, la scelta dei materiali e la calibrata orchestrazione delle forme testimoniano una pratica che nasce dal fare, dalla manipolazione concreta della materia, e solo successivamente si apre alla riflessione concettuale.
Questi due collage non cercano effetti spettacolari né facili seduzioni. Operano invece attraverso la lentezza dello sguardo, invitando l'osservatore a percorrere le superfici come si percorrono i corridoi di una casa della memoria. In tale discrezione risiede la loro forza: trasformare materiali umili e quotidiani in un raffinato dispositivo poetico capace di interrogare il rapporto tra spazio, tempo e identità.

Prof. Alessandro Martelli
Critico e storico dell'arte contemporanea



  • Titolo: SPECULARMENTE
  • Genere: ASTRATTO
  • Dimensioni: cm 60 x 60
  • Tecnica: collage con carta da parati su faesite
  • Data realizzazione: 28/02/2025
  • Redattore: Prof. Alessandro Martelli