BaSiLe - 'Untitled _ 1', acquarelli su faesite telata, cm 60 x 60 , 21/09/2025

'Untitled _ 1 - 21/09/2025'


BaSiLe - 'Untitled _ 2', acquarelli su faesite telata, cm 60 x 60 , 21/09/2025

'Untitled _ 2 - 21/09/2025'

Esistono opere che chiedono un titolo per essere comprese e opere che, al contrario, trovano nell'assenza del titolo la loro condizione più autentica. I due dipinti che Leonardo Basile presenta sotto il medesimo e programmatico nome di Untitled appartengono a questa seconda categoria. Non sono immagini da nominare, ma esperienze da attraversare.
A prima vista le due tele sembrano nate dalla stessa matrice: il formato quadrato, la gamma cromatica dominata dagli azzurri e dai grigi, la rarefazione del segno, la rinuncia a qualsiasi riferimento figurativo esplicito. Eppure, osservandole con attenzione, emerge una differenza sostanziale, quasi una diversa condizione dell'essere.

Nel primo dipinto la composizione appare costruita attorno a una tensione verticale. Una vasta area luminosa, sospesa e impalpabile, occupa la parte superiore della superficie, mentre nella fascia inferiore si addensa una materia più scura e compatta, simile a un rilievo montuoso, a una linea d'orizzonte o forse a una memoria geologica. Tra le due zone si instaura un dialogo che richiama il rapporto tra cielo e terra, luce e ombra, coscienza e inconscio. La pittura sembra alludere a un confine, a una soglia. Le velature azzurre si sovrappongono in trasparenze delicate, mentre sottili tracce lineari affiorano appena sotto la superficie cromatica come mappe dimenticate o frammenti di un linguaggio perduto.

Nel secondo lavoro, invece, la distinzione tra le parti si dissolve. L'immagine si fa più liquida, più atmosferica, quasi immersiva. Non vi è più un sopra e un sotto nettamente riconoscibili: tutto sembra partecipare dello stesso movimento ondulatorio. Le forme emergono e scompaiono come vapori, correnti marine o nubi in trasformazione. L'occhio non incontra ostacoli ma viene lentamente assorbito da una dimensione contemplativa che ricorda certe esperienze della pittura informale lirica del secondo Novecento. Qui Basile rinuncia persino alla tensione del limite presente nella prima tela e sceglie l'abbandono, il fluire continuo.

La differenza tra le due opere potrebbe essere letta come la distanza che separa il paesaggio dall'atmosfera. Nel primo caso lo spazio conserva ancora una struttura; nel secondo si trasforma in pura percezione. È come se il primo Untitled rappresentasse il ricordo di un luogo e il secondo il ricordo di una sensazione.
In entrambe le tele emerge una ricerca che appare coerente con il percorso dell'artista, caratterizzato da una costante attenzione alla dimensione interiore e alla costruzione di spazi mentali attraverso il colore. Critici che hanno seguito il suo lavoro hanno spesso sottolineato la capacità di Basile di trasformare il concetto di spazio in esperienza emotiva e di utilizzare il colore come veicolo di stati interiori piuttosto che come semplice elemento descrittivo.

Particolarmente significativa è la scelta di una tavolozza quasi monocroma. Gli azzurri lattiginosi e i grigi violacei non costruiscono contrasti ma sfumature, passaggi impercettibili che invitano a una visione lenta. In questo senso l'opera si oppone alla frenesia visiva contemporanea: non vuole stupire, ma sedimentare.
L'assenza del titolo assume allora un valore ulteriore. Basile non sottrae un'informazione; evita piuttosto di imporre una direzione interpretativa. Lo spettatore è libero di vedere in queste superfici un paesaggio marino, una distesa celeste, una memoria infantile, un frammento di sogno o semplicemente un campo cromatico. Ogni lettura resta possibile e legittima.

Questi due Untitled possono essere considerati come opere gemelle ma non identiche: due variazioni sul medesimo tema, due momenti di una stessa meditazione pittorica. La prima tela sembra interrogare il mistero della soglia; la seconda quello della dissolvenza. In entrambe, tuttavia, ciò che conta non è ciò che viene rappresentato, bensì ciò che viene evocato.
Ed è proprio in questa capacità evocativa, discreta e silenziosa, che risiede il fascino più autentico della pittura di Leonardo Basile: una pittura che non racconta il mondo, ma ne suggerisce la memoria emotiva.

  • Titolo: UNTITLED
  • Genere: INFORMALE
  • Dimensioni: cm 60 x 60
  • Tecnica: acquarelli su faesite telata
  • Data realizzazione: 21/09/2025
  • Redattore: VIRTUALE