Trottolina sostiene che il suo governo non introdurrà mai una patrimoniale perché lavora affinché «gli italiani possano costruirsi un patrimonio dopo anni di sacrifici». Un'affermazione che, a prima vista, potrebbe apparire condivisibile. Il problema è capire chi siano, per lei, questi "italiani".
Perché i dati sulla distribuzione della ricchezza raccontano una realtà ben diversa: in Italia il patrimonio tende a concentrarsi nelle stesse mani e a tramandarsi di generazione in generazione. Chi nasce in una famiglia benestante ha molte più probabilità di restare tale; chi nasce in condizioni economiche difficili, invece, incontra ostacoli enormemente maggiori nel migliorare la propria posizione. La mobilità sociale è limitata e il mito secondo cui il lavoro, da solo, conduca alla ricchezza per tutti trova ben pochi riscontri nella realtà.
Dietro la retorica del merito e del sacrificio si nasconde spesso una condizione ben diversa: milioni di persone lavorano duramente senza riuscire ad accumulare alcun patrimonio significativo, mentre una quota ridotta della popolazione continua a beneficiare di rendite, privilegi e vantaggi consolidati. I sacrifici, insomma, sono diffusi; i benefici molto meno.
In quest'ottica, la scelta di escludere qualsiasi forma di tassazione patrimoniale appare come una precisa opzione politica: quella di tutelare soprattutto gli interessi di chi possiede già ricchezza. Una linea che, secondo i critici del governo, emerge anche nelle recenti misure sul lavoro, accusate di indebolire le tutele dei lavoratori e di favorire modelli contrattuali che comprimono salari e diritti.
Operai, addetti alle pulizie, camerieri, fattorini, commessi, cuochi e molti altri lavoratori rappresentano la parte del Paese che produce ricchezza senza riuscire, nella maggior parte dei casi, a trattenerne una quota sufficiente per costruire sicurezza economica per sé e per i propri figli.
Il rapporto tra potere economico e potere politico non è certo una novità nella storia. Le classi dirigenti hanno spesso cercato nella politica uno strumento per preservare i propri interessi, e la politica ha frequentemente trovato sostegno nelle élite economiche. È una dinamica che attraversa epoche e sistemi diversi.
Per questo, quando Trottolina parla di patrimoni costruiti grazie ai sacrifici, molti osservatori ritengono che la sua narrazione non descriva la condizione della maggioranza degli italiani. E sono proprio i numeri sulla distribuzione della ricchezza, più che gli slogan, a suggerire che il problema non sia come proteggere i patrimoni esistenti, ma come rendere possibile a un numero molto più ampio di persone costruirne uno.
