Il mestiere del pittore : l' Acquarello

Leonardo Basile

Leonardo Basile , pittore , è nato in Bari-Palese nel 1961 , vive ed opera in Bari-Santo Spirito . Dopo gli studi artistici intraprese un percorso professionale non attinente al mondo dell'arte ma tenne questi fra le sue occupazioni principali . Motivo questo che lo portò successivamente ad avviare l'attività di Corniciaio per poter riuscire a conciliare il suo amore per l'arte col suo amore per la famiglia . Ed è nella sua Bottega da corniciaio che nacquero i suoi lavori più impegnativi e si svilupparono le sue idee sulla socializzazione dell'arte e degli artisti , dando vita , insieme al suo fraterno amico Francesco Madero , ad una associazione artistico/culturale   che lo ha impegnato attivamente per più di un decennio nell'organizzazione di mostre e concorsi d'arte , dandogli la possibilità di conoscere centinaia di artisti , di "entrare" nelle loro vite , nelle loro botteghe e di approfondire le proprie conoscenze tecniche sulla pittura e sull'arte in generale .

 

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   Artisti si nasce , pittori si diventa :  Acquarello


L'acquarello è una tecnica straordinaria, imprevedibile e, appunto perchè tale, molto stimolante. Due sono i tipi, entrambi idrosolubili e legati con gomma arabica: l'acquarello puro e la gouache, il primo è trasparente e il secondo coprente. Con l'acquarello il colore viene costruito con lavature translucide attraverso le quali s'infiltra il bianco della carta, con la gouache - essendo coprente- si usa per creare macchie uniformi e per ottenere lavature leggere.
Naturalmente i due tipi di acquarello sono usati in maniera diversa: con quello puro si lavora su carta bianca e si opera dal chiaro allo scuro (quindi importante è decidere dall'inizio quali parti devono rimanere completamente bianche. La gouache invece rende meglio su fondo colorato in quanto il colore contiene un pigmento bianco e l'artista può correggere, dipingervi sopra e creare sottili particolari.
L'uso combinato di entrambi - consigliabile ai più esperti - è molto efficace e vi assicuro che il risultato è eccezionale.

La carta per acquarello
Oggi esiste una sbalorditiva gamma di carte per acquarello e, come per ogni prodotto, quella di buona qualità è molto costosa, ma (un consiglio che do a chi si cimenta per la prima volta) vi conviene usarla per non rimanere delusi per una causa addebitabile non a voi ma al supporto scadente.
La carta per acquerello viene classificata secondo la "grammatura": si dirà, ad esempio, carta da 200 grammi intendendo un foglio dal peso di 200 grammi per ogni metro quadro.
Il peso è molto importante: tenete conto che più la carta è pesante tanto più assorbe l'acqua; quelle più leggere devono essere stirate per evitare che, nel momento in cui vengono bagnate, si raggrinziscano. Quelle più pesanti (parlo delle carte superiori ai 300 g) possono essere utilizzate senza stiratura, ma, se si pensa di bagnarle molto, è meglio stirarle.
Come si stira la carta. Innanzitutto accertatevi del lato giusto (tenetela controluce per individuare la filigrana nella parte alta), bagnatela immergendola in una vasca o in un vassoio, muovendola fichè s'imbeva ben bene; disponetela quindi col lato giusto verso l'alto su un tavolo e, con quattro strisce di nastro gommato, fissatela allo stesso avendo cura che sia ben piatta e liscia. Staccatela solo quando sarete sicuri che essa sia asciugata completamente.
Oltre al peso c'è un'altra caratteristica importante che dovete tener conto quando comprate la carta per acquarello: la granitura.
Esistono tre finiture di base: pressata a caldo, pressata a freddo e ruvida. Quella pressata a caldo è la più liscia, poi viene quella a freddo con una granitura sottile (questa è la più comune) e infine quella ruvida che ha una finitura dalla granitura ben precisa. La scelta è comunque tutta soggettiva.

I colori per l'acquarello
Nell'acquarello, più che in ogni altro medium, il risultato del lavoro è condizionato da quanto avete speso per l'acquisto. Non è un invito a spendere..... ma se i pigmenti non sono di qualità, dopo, non lamentatevi per le scarse brillantezza, permanenza e saturazione.
Li trovate in diverse confezioni: in tubetti di colore umido, in panetti asciutti o semiumidi, e pure in bottiglia in forma concentrata..... la scelta dipende dal gusto personale e, naturalmente, dalla convenienza (che non è solo di natura "economica" : se ad esempio dovete riempire vaste zone, è il caso di usare quelli in tubetti oppure quelli liquidi in bottiglia).

I pennelli per l'acquarello
Grandi pennelli piatti per applicare lavature uniformi, pennelli rotondi per strati spessi e pennelli piccoli per i particolari..... le dimensioni dipendono dal tipo di lavoro e dalla scala.
I migliori sono quelli di zibellino e, anche se costosissimi, rappresentano un importante "investimento" (sappiatene averne cura e vi dureranno molto a lungo). Poi abbiamo quelli di scoiattolo (o pelo di cammello), setole di bue e infine quelli sintetici, che, anche se ora la loro qualità è migliorata, rimangono comunque non alla stessa "altezza" di quelli naturali.
 

 

 

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Ultimo aggiornamento:  07-10-12