Il mestiere del pittore : l' encausto

Leonardo Basile

Leonardo Basile , pittore , è nato in Bari-Palese nel 1961 , vive ed opera in Bari-Santo Spirito . Dopo gli studi artistici intraprese un percorso professionale non attinente al mondo dell'arte ma tenne questi fra le sue occupazioni principali . Motivo questo che lo portò successivamente ad avviare l'attività di Corniciaio per poter riuscire a conciliare il suo amore per l'arte col suo amore per la famiglia . Ed è nella sua Bottega da corniciaio che nacquero i suoi lavori più impegnativi e si svilupparono le sue idee sulla socializzazione dell'arte e degli artisti , dando vita , insieme al suo fraterno amico Francesco Madero ad una associazione artistico/culturale   che lo ha impegnato attivamente per più di un decennio nell'organizzazione di mostre e concorsi d'arte , dandogli la possibilità di conoscere centinaia di artisti , di "entrare" nelle loro vite , nelle loro botteghe e di approfondire le proprie conoscenze tecniche sulla pittura e sull'arte in generale .

 

Le tavole | Le tele | Il cartone | La masonite Carta e Pergamena | Il colore | I coloranti | Le resine I Le parole della pittura | Colore e conservazione | La cornice | I pennelli per colori ad olio | Leganti e diluenti | L'Acquarello | Il disegno a penna | Il cavalletto | L'olio | Il batik | I colori per tessuti | DizionART | L'encausto | L'Affresco

 

   Artisti si nasce , pittori si diventa :  l'encausto


Letteralmente encausto significa "bruciata dentro". Era in grande uso presso i greci ed i romani, uso che si protrasse fino ai primi secoli dell'era cristiana. A poco a poco l'encausto fu sostituito dalle tempre e dai colori oleo-resinosi.
Si trovano però anche più tardi sporadiche pitture su muro o miniate su messali con colori a cera. Gli studi su ristabilimento di questa tecnica pittorica ricominciarono nel Seicento.

I tre sistemi annoverati da Plinio e variamente interpretati poi da studiosi e ad artisti erano:

1] Una pittura fatta con colori sodi impastata a cera, poco olio e resina stesi e modellati col cestro (una specie di spatola dagli orli dentati come la foglia betonica);
2] Una pittura su avorio lavorata con cestro o verricolo;
3] Infine una pittura eseguita col pennello e con colori a cera resi fluidi col calore.
Gli antichi hanno conosciuto altri impasti non nominati da Plinio: quelli di colore e cera diluiti con olii essenziali, e quelli con cera saponificata.

Secondo alcuni, la cera a caldo, raffreddandosi, si rinserra e conferisce forza agli impasti e non resta suddivisa in bioccoli sottili come nelle emulsioni o soluzioni a freddo: queste, ben fissate col calore e verniciate con vernice calda e cera e nuovamente fissate a caldo, perdono in parte la loro fragilità.

Il vero encausto, quello cioè a caldo, è una pittura chiara, stabile, smagliante : si possono usare tutti i colori considerati fragili come quelli vegetali perchè la cera sembra proteggerli. Gli altri sistemi a freddo e le saponificazioni sono più facili da usare e permettono fattura più varia e celere, sono però guastati facilmente dall'umidità.

Per l'encausto a caldo sono da preferirsi i pennelli di setola: per quelli a freddo e per le saponificazioni quelli di puzzola.

 

Fondi e preparazioni
A encausto si può dipingere su tela (preparata a gesso), su tavola (con o senza preparazione gessosa), su cartone, su masonite.
Le emulsioni contenente olio ed olii essenziali possono essere usate anche su preparazioni a gesso e ad olio. Per le ricette di encausti piuttosto vitrei per la presenza di resine è meglio usare legno o masonite spalmati con uno strato di gesso sottilissimo.

 

Per imbiancare la cera
Con il metodo di Desaint bisogna sciogliere la cera a caldo aggiungendo 20 grammi di nitrato di soda in circa 3,5 kg di cera e 49 grammi di acido solforico diluito in dieci volte il suo volume di acqua. Si mescola accuratamente sempre tenendo al caldo la cera. Si lascia riposare qualche minuto e si aggiunge acqua bollente, poi si lasca raffreddare. Si lava infine ripetutamente per togliere ogni traccia di acido che farebbe ingiallire la cera.


Con il metodo di Churc si scioglie la cera alla temperatura più bassa possibile e la si versa a poco a poco in acqua fredda satura di allume, agitando continuamente il liquido. La cera è così convertita in granellini; la si stende poi su tele al sole e alla rugiada. Si può anche trattarla con una soluzione debole di acido cromico o di acqua ossigenata lavando poi la cera e fondendola di nuovo: il punto di fusione della cera è migliorato da questo trattanmento.

 

 

 

Home Gallerie d'arteGallerie d'arte Bari Accademie d'arte |Pittori amici Linkarte |NetworkArte | ConcorsArte | "Leonardo da Vinci" |Cerchio Quadrato | Il mestiere di pittore | Pittori in asta |Fiere d'Arte | Mostre d'arte a Bari | Mostre d'arte in Italia

 

Ultimo aggiornamento:  08-09-19