Le opere di Alphonse Mucha sono dichiaratamente il simbolo dell’arte ceca nel mondo, oltre a essere tra le più rappresentative dell’Art Nouveau, nonostante l'artista abbia sempre precisato che far parte di un movimento che per definizione stigmatizzava un termine di arrivo o partenza, non era nelle sue intenzioni, essendo l’arte eterna, senza confini temporali. E in virtù di ciò più volte insistette sulla sua personale intenzione di ispirarsi alla tradizione ceca piuttosto che sottoscrivere le idee guida di una corrente o una scuola in particolare. Lo accomunava all’Art Nouveau sicuramente la convinzione che non esiste un’arte alta e una povera, che non ci sono arti maggiori e arti minori. Difatti la sua produzione artistica spaziò dalle grandi opere pittoriche e scultoree fino ai manifesti pubblicitari, biglietti, francobolli, gioielli. Pregno di rimandi, “Lo stile di Mucha” risulta così, dunque, carico di erotismo, luminescente di colori caldi e avvolgenti;investendo tele e oggetti comuni.
Il percorso espositivo si snoda in tre parti e presenta vari ambiti, prospettive e aspetti dell’arte di Alphonse Mucha. Esamina Mucha padre della grafica, Mucha filosofo e artista visionario. Più di duecento le opere della collezione della Fondazione, oltre ad una quarantina provenienti da collezioni private, mostrano il lavoro e il genio creativo dell’artista: manifesti, libri, disegni, sculture, oli e acquerelli, oltre a fotografie, gioielli e opere decorative, ricomporranno la sua poliedricità e l’eclettismo della sua personalità. Le tre sezioni all’interno della mostra si susseguono percorrendo i seguenti temi chiave:
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Mucha e la fotografia (Cantine): esposte 70 fotografie, tra autoritratti, ritratti, città e paesaggi.
Alphonse Mucha (Cannoniere): è qui che sono esposte le opere principali dell'artista.
Mucha e “L’Epopea Slava” (Corpo di Guardia): la sezione è interamente dedicata al capolavoro su venti tele che l’artista realizzò tra il 1911 e il 1928, convinto che l’universalità e il potere dell’arte di ispirare grandi valori, quali libertà e solidarietà, possano davvero parlare al cuore delle persone.
La mostra è realizzata dall’Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Fondazione Mucha ed è a cura di Tomoko Sato, unica studiosa ufficiale della collezione per la Fondazione Mucha.
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