Federico Faruffini

Io guardo ancora il cielo

Più di sessanta opere, tra dipinti a olio, acquerelli, disegni, incisioni, fotografie originali, lettere e materiali d’epoca, provenienti da importanti collezioni private di tutta Italia dal 27 marzo al 30 maggio 2021 presso Villa Borromeo d’Adda, Arcore, MB.


Meno nota e frequentata di quella francese, l’arte italiana dell’Ottocento italiano è spesso ingiustamente trascurata. La scena artistica italiana del XIX secolo, invece, rivela aspetti di straordinario interesse e personalità affascinanti, degne di essere raccontate anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Tra gli artisti della seconda metà dell’Ottocento spiccano personaggi la cui ricerca ha cambiato le sorti della pittura italiana, giocando ruoli di rilievo anche nella scena internazionale. Uno di questi è senza dubbio Federico Faruffini.

Federico Faruffini, cartolina da visitaFederico Faruffini è uno degli artisti più straordinari dell’Ottocento italiano, genio irregolare e tormentato, figura chiave nel superamento dei canoni romantici e accademici che ancora ingombravano la scena artistica lombarda alla metà del XIX secolo.

Protagonista di una vicenda personale drammatica, che ben testimonia l’inquietudine esistenziale della generazione postromantica, Faruffini era nato a Sesto San Giovanni nel 1833. Formatosi a Pavia, dove la figura di Giacomo Trecourt garantisce un’apertura verso il nuovo che a Milano, a causa dell’incombente presenza della lezione di Hayez, stentava ad affermarsi. Personalità ribelle e difficile, dall’indole instabile Faruffini, vive un’esistenza fatta di incertezze, ripensamenti, improvvisi cambi di rotta, fino al suicidio, avvenuto nel 1869, a 36 anni, dopo aver tentato inutilmente di trovare una cura ai propri tormenti abbandonando la pittura per aprire uno studio da fotografo e dopo aver cercato la sua strada tra Parigi, Milano, Roma e Perugia. Le sue opere, spesso innovative e a tratti sorprendenti, trovano scarsa accoglienza in Italia, mentre raccolgono notevoli successi a Parigi. Eternamente diviso tra il desiderio di ottenere il plauso della critica e la voglia di sperimentare e uscire dai canoni imposti dall’insegnamento accademico, Faruffini è costantemente in cerca di sé stesso, mai soddisfatto, sempre pronto a rimettersi in discussione.

Lo straordinario talento di Faruffini nel rinnovare generi pittorici anche ben consolidati negli ambienti ufficiali – su tutti quello di storia – ne fa uno dei principali precursori della stagione scapigliata, anche grazie alla vicinanza con l’amico e compagno di studi Tranquillo Cremona. Ma la sua ricerca costituisce un importante momento di passaggio verso la modernità anche per molti altri artisti delle generazioni successive.

La mostra racconta – in un percorso coinvolgente, dalla narrazione profondamente “emozionale” – la personalità e la ricerca di Faruffini attraverso un’ampia serie di capolavori corredati da un ricco apparato di schizzi, lettere, ricordi personali che restituiscono la complessità e l’originalità di questa figura tanto complessa e sfaccettata.

Più di sessanta opere, tra dipinti a olio, acquerelli, disegni, incisioni e fotografie originali, accompagnate da numerose lettere e documentazione d’epoca, provenienti da importanti collezioni private di tutta Italia, formeranno un percorso narrativo che, con un occhio di riguardo alla didattica, saprà coinvolgere anche un pubblico di non esperti.

La mostra sarà corredata da un catalogo che racconterà in modo esaustivo la ricerca e la figura dell’artista, oltre che testimoniare le opere presenti in mostra.

In occasione dell’esposizione l’artista Enrica Borghi realizzerà un’installazione in omaggio a Federico Faruffini, dedicata all’opera La Toeletta antica. Il lavoro sarà esposto al primo piano di Villa Borromeo d’Adda, con altri lavori della Borghi, per tutta la durata della mostra, in un dialogo suggestivo tra passato e presente.

Federico Faruffini, Villa Malta al tramonto, 1867, olio su tela, 15 x 60, collezione privata
 

Io guardo ancora il cielo
FEDERICO FARUFFINI

una mostra promossa e sostenuta da Comune di Arcore
a cura di Simona Bartolena
con la collaborazione di Anna Finocchi

coordinamento, organizzazione e realizzazione Ponte 43
con il supporto di heart – pulsazioni culturali

27 marzo-30 maggio 2021
Villa Borromeo d’Adda
Largo Vincenzo Vela, 1 Arcore, MB

Per gli orari di apertura e le modalità di accesso si prega di consultare i siti internet
www.associazioneheart.it
www.comune.arcore.mb.it

 

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Ultimo aggiornamento:  14-04-21