Si ignorano i motivi del gesto

 

Mostra d'arte contemporanea a cura di Roberto Lacarbonara presso la Galleria di Palazzo Conti a Locorotondo fino al 6 agosto 2011

 

locandina della mostraLa mostra “Si ignorano i motivi del gesto”, curata da Roberto Lacarbonara, adotta un titolo assai ricorrentr nelle formule del giornalismo di cronaca, laddove si tenta di rintracciare i moventi e le ragioni che hanno determinato improvvisi e inattesi atti di scelleratezza e violenza e che, molto spesso, coinvolgono insospettabili protagonisti. Lo stravolgimento di un microcosmo familiare o urbano diventa così l’elemento determinante nella ricostruzione dell’identità del prossimo, del vicino, di un’alterità improvvisamente rivelatasi insostenibile.

Gli artisti in mostra adottano un registro indiziario per ridefinire la zona oscura di un’ipotetica e ignota biografia che, per altrettanto ignote ragioni, emerge in questo spazio sotterraneo e sconosciuto ai più. L’ operazione si sviluppa attraverro un lavoro sulla rimozione, sulla traccia, sul negativo: sul venir meno della transizione umana che genera adesso un’improvvisa mancanza di cui nessuno conosce ragioni né lamenta il distacco.

I 17 artisti (Dario Agrimi , Mariantonietta Bagliato , Stefano Pando Cardaropoli , Stefania Carrieri , Pierluca Cetera , Daniela Corbascio , Guillermina De Gennaro , Maurizio Di Feo , Raffaele Fiorella , Gianmaria Giannetti , Claudia Giannuli , Francesco Grillo , Pierpaolo Miccolis , Natascia Abbattista e Loredana Savino , Carlo Michele Schirinzi) sono inseriti in un progetto che elude le consuete attitudini curatoriali. Nessuno dispone in maniera esclusiva della parete, dell’angolo, del soffitto o del pavimento.


L’intervento prevede l’allestimento di una “scena degli indizi”: ogni artista è chiamato ad insinuare delle ipotesi e a tratteggiare una “mente collettiva” all’interno del meccanismo narrativo proposto. Ognuno è invitato ad invadere l’altro, a mettere in discussione il vicino, a irrompere - se necessario - nel mezzo del lavoro dell’altro fino al punto in cui le tracce della pluralità si confondono.

Chiave di volta dell’operazione - afferma il curatore – è il carattere di sospensione e di interruzione di ogni gestualità e vitalità. Sulla scorta di Michel Foucault e della sua brillante definizione di follia come interruzione d’opera, le proposte degli artisti presenti sono il frutto di una analoga crisi del discorso, una cesura in seno alla logica. In questo modo la mostra ragiona sulla sospensione dello stesso gesto artistico: un punto in cui l’atto si ferma, svolta, si contraddice, inverte rotta, finisce senza finire. Ciò, infine, di cui realmente “si ignorano i motivi” sono i gesti dell’arte, le meccaniche della ragione, le crisi del pensiero”.

La Galleria di Palazzo Conti è una struttura realizzata nel 1860 nel centro di Locorotondo. Per lungo tempo utilizzata come ricovero per gli animali del notaio Conti, è stata abbandonata per circa quarant’anni. A partire dal mese di luglio 2011 il Palazzo, sottoposto a restauro, ospita l’hotel “Garibaldi Residence”. Tuttavia, la grande galleria posteriore, gli straordinari sotterranei e parte del giardino botanico adiacente non sono mai stati sottoposti a ripristino. E, dopo i molti anni di incuria, questi spazi si offrono al visitatore nella loro oscura scabrosità in cui si moltiplicano le tracce di un passaggio umano lasciate da coloro che hanno occupato il luogo in totale clandestinità.


La mostra è stata inaugurata venerdì 15 luglio alle ore 20.00. In occasione del vernissage è stato possibile visitare il palazzo Conti, appena restaurato, i sotterranei e il giardino botanico annesso.

 
 

Si ignorano i motivi del gesto

Palazzo Conti, via Bonifacio 17, Locorotondo
(presso palazzo comunale)
Apertura: dal giovedì alla domenica, h. 18.00 - 21.00
Vernissage, venerdì 15 luglio, h. 20.00
Info: info@entropiearte.it / 339 3906592

 

Ultimo aggiornamento:  02-08-13