Architetture di Luce

 

Mostra personale dell’ artista newyorkese Mary Obering, a cura di Marina Pizzarelli, presso l' E-lite Studiogallery visitabile dal 31 ottobre fino al 3 dicembre 2012.
 

 Mary Obering nel suo studio a Specchia alle spalle "Per Roger", tempera all'uovo e foglia-oro su legno, 2005

Architetture di luce” racconta una pittura che è struttura ed emozione, e che in perfetta armonia con lo spazio espositivo della galleria, uno spazio architettonicamente connotato dalla luce e dalla pietra leccese, presenta un coinvolgente percorso nell’arte della Obering, in quella sua particolare sintesi tra il rigore astratto della tradizione minimalista americana e il senso della forma, la sensualità cromatica, l'amore per la preziosità delle tecniche e dei materiali, ispirati al Medioevo e al Rinascimento italiano.

Il percorso espositivo, composto di oltre venti opere (di cui quelle degli ultimi anni esposte per la prima volta), “come in un polittico trecentesco, crea un sistema polifonico, una percezione simultanea dei diversi elementi e della loro connessione in un’unità, che li comprende e li supera”, racconta la curatrice Marina Pizzarelli, e in un accattivante gioco di luce e di rapporti tra le contrastanti superfici opache e lucide, la griglia geometrica nella quale s’inseriscono le campiture e l’architettura in pietra leccese degli spazi di E-lite studiogallery, genera un forte impatto emozionale.

Lo stretto legame tra la Obering e il Salento (da lei eletto luogo ideale per ispirarsi e in cui ama trascorrere la primavera e l’autunno in una quotidianità divisa tra la casa di Novaglie e lo studio di Specchia) è evidente nel ciclo di opere selezionate per la mostra, che mettono in risalto il risultato di un dialogo privilegiato fra l’artista e l’architettura salentina, con un particolare apprezzamento alla severità dell’architettura normanno-sveva, le masserie, le costruzioni povere salentine. Un dialogo che l’ha portata a mettere alla base della sua ricerca il modulo parallelepipedo del mattone di pietra leccese, elemento primario dell’architettura salentina e a giocare sul rapporto di questo stesso elemento con il colore e con l’oro.

L’artista americana dimostra, una volta di più, di essere in grado di portare avanti una carriera artistica di alto livello, iniziata oramai da oltre quarant’anni. Un fascino visuale, una potenza espressiva e uno slancio vitale che, nella fusione tra il piacere della forma classica e mediterranea con l'alfabeto minimal della recente tradizione americana, “sembrano voler condurre per mano il visitatore a guardare le cose con gli occhi incantati dell’artista”, come afferma la curatrice nel saggio sulla Obering pubblicato nel volume “Verso Sud”.


Mary Obering

Vitale figura del panorama newyorkese, Mary Obering vive e lavora dividendo il proprio tempo tra la casa sul mare a Novaglie e il suo studio a Specchia e il suo atelier di Soho. Il suo lavoro combina le tecniche tradizionali del Rinascimento con il formalismo rigoroso, derivato dal minimalismo americano. Le opere sono un vero ibrido fra pittura e scultura e suggeriscono insieme un mistero alchemico e un’eleganza imperiale, attraverso una tecnica che privilegia l’utilizzo della tempera, dell’uovo e della foglia d'oro su pannelli di gesso. Espone in tutto il mondo dal 1971 e si trova in molte importanti collezioni pubbliche e private.


E-Lite Studiogallery

"E-Lite studiogallery" si propone come crocevia per la creatività e per la ricerca del “sé” attraverso il linguaggio dell’arte. Lo spazio, un vero e proprio “contenitore culturale”, situato nel cuore di Lecce in un’antica struttura che fa da scenario perfetto a un progetto innovativo, si propone di promuovere la scoperta di “talenti”, di ospitare mostre di artisti già affermati e di dare spazio all’Arte, in tutte le sue innumerevoli forme, colori e sfumature.

 


La mostra è realizzata da E-lite studiogallery in collaborazione con il Comune di Lecce – settore Cultura e Maison de Créatife. Sponsor Vestas Hotels & Resort.
 

Ultimo aggiornamento:  03-08-13